![]() Febbraio 2002, Anno X, n. 2 |
|
| Sommario | AREA EX RAFFINERIA |
![]() Accompagnata da studi, valutazioni ed approfondimenti su ogni possibile interazione dell'impianto con l'ambiente circostante, prosegue l'iter burocratico, amministrativo e legale per la realizzazione di una centrale elettrica a ciclo combinato da 380 MW, presentato dalla ditta Mirant Italia S.r.l., nell'area dell'ex raffineria ENI, in comune di Portogruaro. Il Consiglio Comunale, infatti, in questo senso ha espresso recentemente, quasi all'unanimità (17 si ed un solo no) parere favorevole alla valutazione di impatto ambientale. Allo stesso tempo, il Consiglio Comunale ha approvato una convenzione con la ditta Portolegno, subentrata nella proprietà del terreno dell'area ex ENI, su parte della quale la Mirant dovrebbe costruire la centrale. Per quanto riguarda il parere di valutazione d'impatto ambientale, sono state verificate le principali interferenze possibili della centrale con l'ambiente e, in particolare, l'emissione in atmosfera, le esigenze idriche dell'impianto, il rumore, i principali rifiuti prodotti, il tracciato dell'elettrodotto, nonché le relative opere di riequilibrio ambientale, denominate "verde di compensazione", previste. Per quanto riguarda la convenzione, la società Portolegno, in qualità di acquirente dell'area, si è impegnata anche a presentare al Comune di Portogruaro un Piano Urbanistico Attuativo, relativo all'intera area compresa nell'ambito dell'ex ENI, entro tre mesi dalla firma della convenzione e a cedere gratuitamente al Comune un'area edificabile di 25 metri quadrati da destinare a "Polo Tecnologico" all'intemo della stessa. La convenzione prevede, infine, anche la realizzazione di una fascia di verde alberato da collocarsi tra il terreno dell'ex raffineria e l'abitato di Giussago, in comune di Portogruaro, e di Vado, in quello di Fossalta, volta a ridurre l'impatto ambientale per i futuri interventi di trasformazione del territorio. Infine, il progetto della società Mirant, punta a realizzare un impianto a cielo combinato che dovrebbe produrre energia a costi ridotti, ma soprattutto portare sensibili vantaggi all' occupazione nonché alle tariffe elettriche applicate alle popolazioni residenti nel raggio di 40 chilometri dall'impianto.
|
|