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La variante generale al PRG
affronta alcune questioni strategiche, la cui soluzione è essenziale per il futuro
aspetto della Città e del territorio comunale.
l'integrazione della pianificazione comunale nel contesto delle
scelte programmatiche di livello superiore (contenute, principalmente, nel PTRC, cioè nel
Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, e nel PALALVO: Piano di Area delle Lagune e
dell'Area Litorale del Veneto Orientale) ed il suo coordinamento con le scelte
urbanistiche dei comuni contermini;
la sistemazione della grande viabilità ( il raccordo delle diverse
direttrici di traffico stradale da e per Venezia, Trieste, Treviso, Pordenone, Udine) in
modo da evitare l'attraversamento del centro urbano. Più in dettaglio, la variante
generale al PRG contempla il nuovo tracciato della SS14-Tangenziale di Portogruaro, come
risultante dallo stato attuale della progettazione.
Per quanto concerne i primi due lotti (da Mazzolada alla rotonda di
Summaga), la variante generale al PRG recepisce il progetto dell' ANAS, redatto dallo
studio dell'ingegner Moro Giustino di Pieve di Soligo (TV). Inoltre la variante generale
al PRG contiene una soluzione di innesto della Tangenziale alle spalle della Caserma
"Capitò", che è stata favorevolmente accolta dai professionisti incaricati
della redazione del progetto di quello stralcio della Tangenziale, in quanto idonea a
risolvere, tra l'altro, alcuni problemi evidenziati dal Comune di Fossalta di Portogruaro.
Il tracciato in parola sarà oggetto di futura formalizzazione da parte dell'ANAS;
la saldatura tra gli aggregati di Portogruaro e Concordia creando una
rete viaria di collegamento interno Nord-Sud ed un sistema di servizi urbani interconnessi
che consentano alle due realtà di svilupparsi in un quadro urbano unitario e sinergico;
la definizione, anche visiva, dell'area urbana di Portogruaro,
evitando la proliferazione di interventi edilizi anonimi nelle campagne circostanti (in
particolare nella periferia Est), integrando il tessuto urbano nei punti ove tende a
sfilacciarsi o interrompersi e creando nuove aree "centrali" (per attività
terziarie e di servizio, per attività ludico-sportive-ricreative, ecc.) tra loro
complementari, in grado di dare una precisa fisionomia ed un proprio significato ad aree
ora urbanizzate in modo casuale e confuso, in modo da dar vita ad un sistema urbano
policentrico integrato;
la riaffermazione della "centralità" del centro storico di
Portogruaro, da un lato, sottolineandone e recuperandone l'identità storica (per esempio:
il ruolo del Lemene nello sviluppo e nella conformazione della Città), dall'altro,
mediante la creazione al suo interno e nelle aree immediatamente adiacenti di strutture
per servizi urbani differenziati di livello comprensoriale e migliorandone le
intercomunicazioni e i collegamenti;
la valorizzazione delle frazioni non solo come aree residenziali, ma
anche come centri di servizio essenziali per le comunità locali;
la conferma o la ridefinizione di alcune aree
produttive/commerciali/di servizi alla produzione di rilevanza sovracomunale: area del PIP
di Noiari (comprendente anche il centro intermodale e l'autoparco); area ex ENI (per
attività produttive, agro-industriali, di ricerca e di commercio all'ingrosso, da
sottoporre a Piano Urbanistico Attuativo e da coordinare con l'adeguamento della
viabilità di accesso) ed area produttiva/commerciale di San Nicolò, ove si va
concentrando la grande distribuzione al dettaglio e per la quale viene prevista un'
adeguata viabilità di servizio;
- la definizione di una forma di Piano nuova, che consideri alcune "invarianti"
essenziali (cioè alcuni punti fermi, fondamentali per l'assetto del territorio) e delle
"variabili" oggetto di progettazione più libera.

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