Il testo integrale del Piano Comunale di Protezione Civile può essere richiesto al Settore Ambiente Patrimonio ed Energia presso la Villa Comunale- Tel. 0421/277317
INDICE
1.2 Profilo fisico – territoriale
2 CARATTERISTICHE CLIMATICHE DEL DISTRETTO PORTOGRUARESE
Elenco allegati cartografici
| N° | NOME | SCALA |
| ALLEGATO 1 | Inquadramento generale del territorio | 1 : 10.000 |
| ALLEGATO 2 | Microrilievo | 1 : 10.000 |
| ALLEGATO 3 | Carta geomorfologica | 1 : 10.000 |
| ALLEGATO 4/a | Carta litologica distrettuale | 1 : 50.000 |
| ALLEGATO 4/b | Carta della permeabilità distrettuale | 1 : 50.000 |
Il Comune di Portogruaro è situato nel Distretto di Protezione Civile (e Anti Incendio Boschivo) denominato VE 1 PC E AIB che comprende anche i Comuni di Annone Veneto, Caorle, Concordia Sagittaria, Cinto Caomaggiore, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, S. Michele al Tagliamento, S. Stino di Livenza, Teglio Veneto, per un totale di n. 11 Comuni con una superficie di 635 kmq.
La Regione del Veneto, con Delibera di Giunta Regionale n°506 del 18/02/2005 e successiva modifica n°3936 del 12/12/2006, ha individuato i Distretti di Protezione Civile e Antincendio Boschivo di tutto il territorio regionale; per quanto riguarda la provincia di Venezia sono stati definiti sette Distretti, di cui cinque sia di Protezione Civile che di Antincendio Boschivo e due solo di Protezione Civile. L’individuazione di tali Distretti ricalca quasi esattamente la suddivisione proposta dal Piano Provinciale di Emergenza, approvato dal Consiglio Provinciale il 6/11/2003, che ha provveduto, in ottemperanza a quanto disposto dalla L.R. 11/2001, a suddividere il territorio provinciale in Ambiti Territoriali Omogenei (A.T.O.) in ragione dei rischi attesi.
Il Distretto confina a nord con la provincia di Treviso, ad est con le province di Pordenone e Udine, a ovest con i comuni di Torre di Mosto ed Eraclea; nell’ambito del territorio provinciale si trova in posizione nord-orientale.
Il territorio del Comune di Portogruaro si estende su di una superficie di 102,2 kmq. Confina a Nord con Teglio Veneto, Gruaro e Cinto Caomaggiore, a Nord-Ovest con Pramaggiore, ad Ovest con Annone Veneto, a Sud-Ovest con S.Stino di Livenza, a Sud con Concordia Sagittaria, a Sud-Est con Caorle e ad est con S.Michele al Tagliamento e Fossalta di Portogruaro. Vedasi Allegati n. 1.
I dati riguardanti l’assetto della popolazione sono stati forniti dall’ufficio servizi demografici e sono aggiornati alla data del 20/11/2008. La popolazione totale residente nel comune di Portogruaro è costituita da 25.362 unità, di cui 12.165 maschi e 13.197 femmine.
La densità della popolazione è pari a 248,16 abitanti/kmq. Di seguito si riportano i dati elaborati per ciascuna località (capoluogo e frazioni):
| LOCALITA’ | TOTALE |
| CAPOLUOGO | 17.809 |
| GIUSSAGO | 1.202 |
| LISON | 548 |
| LUGUGNANA | 1.783 |
| MAZZOLADA | 207 |
| PORTOVECCHIO | 743 |
| PRADIPOZZO | 1.097 |
| SUMMAGA | 1.974 |
| TOTALI | 25.362 |
La popolazione è stata quindi suddivisa in fasce di età: 0-5, 6-14, 15-19, 20-65, 66-75, >75 anni. Le fasce di età comprese tra i 6 e 19 anni individuano le persone in età scolare e quindi risulta concentrata negli edifici scolastici nei mesi e negli orari di scuola. La suddivisione scelta è stata individuata per definire, in caso di emergenza, i vari gradi di autosufficienza delle persone presenti nel territorio come di seguito specificato: 0-5 anni: la classe comprende bambini infanti e molto piccoli che devono essere necessariamente gestiti da persone adulte. Può considerarsi la fascia di età che richiede maggiori risorse umane a supporto. 6-14 anni: la classe comprende bambini e ragazzi che presentano una certo livello di autonomia ma che richiedono comunque la presenza di più persone adulte che li coordini. 15-19 anni: la classe comprende ragazzi che possono già considerarsi autonomi . 20-65 anni: la classe comprende adulti che possono essere di supporto per fronteggiare l’emergenza. 66-75 anni: la classe comprende adulti che possono essere o di supporto per fronteggiare emergenza o richiedere un supporto. >75 anni: la classe comprende anziani che probabilmente devono essere affiancati da persone adulte per un supporto sia logistico che materiale. Può considerarsi l’altra fascia di età più vulnerabile.
Per quanto concerne i flussi turistici sono stati utilizzati i dati forniti dal Settore Turismo della Provincia di Venezia per l’anno 2005. I flussi turistici sono stati distinti in arrivi e presenze dove per arrivo si intende ogni volta che un cliente prende alloggio nell’esercizio (il turista che nel corso del viaggio fa più tappe in diverse strutture dà luogo a più arrivi); le presenze sono il numero di notti trascorse consecutivamente dal cliente nella stessa struttura ricettiva. Di seguito si riporta l’analisi dei dati eseguita rappresentata in due grafici relativi sia agli arrivi che alle presenze.
Il territorio provinciale, sostanzialmente pianeggiante e degradante dolcemente verso mare con andamento generale da NW a SE, appartiene alla “bassa pianura veneta” posta a Sud della linea delle risorgive, costruita dall’azione deposizionale di importanti corsi d’acqua (Po, Adige, Brenta-Bacchiglione, Piave, Livenza, Tagliamento) combinata con l’azione modellatrice del mare. Il territorio include tutta la fascia litoranea del Veneto, ad eccezione del Delta del Po; è inoltre caratterizzato da un’estesa fascia lagunare e deltizia comprendente le attuali lagune di Venezia e di Caorle - Bibione ed i vasti terreni bonificati un tempo dominati da paludi e lagune. Tra il Tagliamento e l’antico Piave (nel cui tratto terminale ora scorre il Sile) e tra Bacchiglione-Brenta ed Adige, nonché nel territorio provinciale a sud dell’Adige, vi erano numerose paludi, bonificate soprattutto nella seconda metà dell’ottocento, ma anche nella prima metà di questo secolo. Anche la laguna di Venezia era più estesa dell’attuale, soprattutto nel bacino meridionale, nel quale per varie decine di anni è sfociato il Brenta (delta del Brenta in laguna nel XIX sec.), interrandola in parte. Il territorio provinciale è stato quindi costruito in gran parte artificialmente, sia con le bonifiche dei terreni paludosi sia con le deviazioni dei fiumi (Piave, Sile, Brenta, Po) operate dai Veneziani per impedire l’interramento della laguna. Le opere di bonifica conquistarono vasti territori per l’agricoltura e per gli insediamenti ma provocarono anche il costipamento, talora vistoso, dei sedimenti molli torbosi creando aree a subsidenza indotta giacenti oltre tre metri sotto il livello del mare. Il Distretto del Portogruarese comprende, soprattutto nella sua porzione più settentrionale, i terreni antichi, mentre la maggior parte di quella centro-meridionale è più recente, quasi totalmente interessata da lagune (Bibione e, principalmente, Caorle), impaludamenti o bonifiche idrauliche. E’ delimitato dai fiumi Tagliamento (ad est) e dal Livenza (ad ovest, in buona parte); centralmente è solcato dal fiume Lemene che ha come suo principale affluente il Reghena. Numerosi però sono
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anche altri corsi d’acqua (ad es. il Loncon), specie se appartenenti alla rete di bonifica artificiale. Confina verso sud col mare Adriatico.
Dal punto di vista altimetrico il territorio comunale può essere suddiviso in due settori: quello occidentale (compresa l’area situata a NE di Portogruaro) posto al di sopra del livello del mare, con quote massime pari a 8 m e minime prossime allo zero, ed il lembo sud-orientale per la maggior parte posto al di sotto del livello medio marino (ad eccezione del dosso lungo il quale scorre la Roggia Lugugnana) con quote minime comprese tra –2 e –1,5 m s.l.m. Il dislivello massimo è quindi di circa 10 m. Vedasi Allegati n. 2.
Il settore orientale del territorio comunale si caratterizza per le numerose ed ampie tracce di alvei meandriformi riconducibili all’attività olocenica del Tagliamento. In particolare l’alveo attualmente occupato dalla Roggia Lugugnana corrisponde al principale percorso del Tagliamento attivo in epoca romana coincidente con un ampio e ben evidente dosso fluviale. Presso Lugugnana si individua un importante nodo di avulsione da cui si staccano alcuni rami di cui il più recente è quello che attraversa Marina di Lugugnana e giunge fino a Valle Vecchia. Poche centinaia di metri a ovest del dosso del Tagliamento romano affiora ancora la superficie tardopleistocenica, cui appartiene l’ampia traccia fluviale esistente tra Stiago, Torresella e Cavanella.
Questo paleoalveo si caratterizza per la presenza di stretti argini naturali sabbiosi, oggi quasi totalmente spianati; gli argini naturali comprendono un canale sabbioso-ghiaioso con un’ampiezza di 150 m ed una profondità di circa 4 m. Più a ovest la superficie pleistocenica è caratterizzata dalla presenza di due caratteristiche incisioni occupate attualmente dal corso dei fiumi Reghena e Lemene. Si tratta di due ampie depressioni definibili come valli o bassure, verosimilmente scavate dal Tagliamento tra il tardiglaciale e le prime fasi dell’Olocene. L’incisione del Reghena è limitata da scarpate alte fino a 6 m, particolarmente evidenti sul lato orientale in località Malcanton e su quello occidentale presso l’abbazia di Summaga. Nell’incisione sono abbondanti le ghiaie che rimangono subaffioranti fino a Summaga; più a valle il loro tetto si approfondisce fino a 4-6 m all’altezza di Portogruaro. Anche il corso del Lemene è caratterizzato dalla presenza di una larga bassura, più ampia di quella del Reghena, che ha però subito un notevole colmamento per la deposizione dei sedimenti prima di tipo lagunare e poi del Tagliamento attivo nell’alto medioevo. Il limite orientale dell’incisione è marcato da nette scarpate fino a Boldara di Gruaro, mentre più a valle si riconoscono solo dislivelli alti al massimo 1,5 m. Nella bassura le ghiaie sono affioranti fino a Boldara, mentre si trovano a circa 8 m di profondità presso Portogruaro.
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L’area a occidente del Reghena è formata da sedimenti limoso - argillosi di età pleistocenica su cui attualmente scorrono i fiumi di risorgiva con alvei leggermente incisi. Nelle aree situate a valle di Lison, al contatto tra l’area di piana alluvionale e quella perilagunare, si individuano tipiche morfologie di ambienti palustri (palude di Loncon) sviluppatisi a partire dal Medioevo e bonificati nel XX secolo. Vedasi Allegati n. 3.
Dal punto di vista geologico il territorio comunale di Portogruaro appartiene alla pianura veneto-friulana, considerata la continuazione orientale della pianura padana e caratterizzata dall’alternanza di depositi quaternari di origine alluvionale e marina. I depositi sono di tipo incoerente come argille, limi, sabbie, ghiaie e torbe; essi sono principalmente di origine marina in profondità, mentre appartengono ad ambienti continentali per le ultime decine di metri, ad esclusione dell’attuale fascia lagunare. La porzione di bassa pianura compresa tra il limite provinciale a est e il fiume Livenza a ovest appartiene al sistema del Tagliamento. Dal suo sbocco montano questo fiume ha formato, durante il tardo Pleistocene, un sistema deposizionale molto ampio e dalla caratteristica forma a ventaglio: un megaconoide alluvionale ben riconoscibile fino al margine lagunare. Successivamente, durante l’Olocene, si è verificata l’incisione dell’antica pianura di età pleistocenica da parte dei fiumi alpini, con la creazione di alcune importanti valli fluviali: le più importanti in quest’area sono quelle attualmente occupate dai fiumi Reghena e Lemene, incise probabilmente da un paleo Tagliamento. A ovest del Reghena si sviluppa, invece, la fascia di attività olocenica del Tagliamento con i relativi depositi.
La maggior parte del territorio comunale è costituito da terreni che presentano una permeabilità da bassa a molto bassa (terreni praticamente impermeabili) corrispondenti ai limi argillosi della pianura pleistocenica. Si individuano però alcune aree formate da terreni con permeabilità da media a medio - bassa (terreni di bonifica limosi corrispondenti alle antiche aree palustri ed il settore meridionale della bassura del Reghena) e alcune fasce caratterizzate da terreni a permeabilità media o medio - alta corrispondenti alle alluvioni sabbioso-limose dei dossi del Tagliamento (antichi e/o recenti) ed ai sedimenti affioranti all’interno delle bassure del Lemene e in parte (settore settentrionale) del Reghena.
All’interno del territorio comunale sono riconoscibili ampie aree caratterizzate da sedimenti fini (limi e limi argillosi) corrispondenti alle aree depresse di interdosso appartenenti sia alla pianura pleistocenica che a quella olocenica. Si individuano, inoltre, numerose zone costituite da sedimenti più grossolani (sabbie) corrispondenti ai dossi di origine fluviale sviluppati dal Tagliamento dalla fine del Pleistocene fino al tardo Medioevo. Si riconoscono, infine, le argille, spesso di natura organica, corrispondenti alle antiche aree palustri. Vedasi Allegato n. 4.
Il sottosuolo del territorio comunale, almeno fino a una profondità di 500-540 m, è costituito da alternanze discontinue di litotipi prevalentemente argilloso-limosi dotati di permeabilità bassa, con litotipi prevalentemente sabbiosi e ghiaiosi dotati di permeabilità medio-alta. Questi ultimi sono sede degli acquiferi più importanti, i cui spessori variano da qualche metro ad alcune decine di metri e la cui continuità laterale spesso è incerta, scompare o si suddivide in livelli più sottili e passa in eteropia di facies a granulometrie più fini. La situazione idrogeologica è di conseguenza caratterizzata da un sistema di falde sovrapposte in pressione, alloggiate nei livelli permeabili sabbioso-ghiaiosi, separate da orizzonti impermeabili o semi-impermeabili argilloso-limoso-sabbiosi. Esiste inoltre una falda freatica la cui superficie è posta a qualche metro dal piano di campagna.
E’ da segnalare inoltre la presenza, in quest’area, di una importante risorsa geotermica caratterizzata da acque termali contenute in acquiferi confinati profondi oltre 400 metri, con temperature fino a 50°C.
Nel territorio comunale di Portogruaro, la rete idraulica principale, gestita della Regione Veneto per il tramite delle strutture centrali e periferiche competenti, è formata dai fiumi Loncon, Reghena e Lemene.
Fiume Loncon: proveniente dal comune di Pramaggiore, corre lungo il confine occidentale con Annone Veneto. Lungo questo, correndo da nord verso sud, sottopassa il ponte autostradale dell’A4, quello ferroviario della linea Venezia Trieste e quello stradale della S.S. 14. E’ collegato, in sinistra idrografica con i canali Lison Nuovo, Mandracchio di Scarico Impianto Lison 1 (che scarica le acque convogliate all’impianto idrovoro dai canali Lison Interno e Trasversale). Fiume Reghena: segnato il confine tra i comuni di Cinto Caomaggiore e Gruaro raggiunge il confine tra quest’ultimo ed il territorio di Portogruaro percorrendolo per circa 1 km. Riceve, in destra idrografica, le acque scaricate dall’idrovora Tiepolo e si collega, poco oltre, al Canale Tiepolo Esterno. Penetrato nel territorio comunale il Reghena sottopassa il ponte autostradale dell’A 4, quello della S.R. 53 e quelli ferroviari della linea Treviso Portogruaro e Venezia Trieste. Raggiunto l’abitato di Summaga il fiume devia verso il capoluogo attraversandone il centro dove sottopassa la S.S. 14 per poi confluire nel Lemene. Il Reghena, nel tratto che percorre nel territorio di Portogruaro, riceve le acque scaricate dall’idrovora Campeio, collegata al Canale Principale Campeio, dall’idrovora Summaga, collegata al Canale Principale Summaga, dall’idrovora Masatta, collegata al Canale Principale Masatta, dall’idrovora Palù Nuovo, collegata al Canale Principale Palù Nuovo e dall’idrovora San Giusto collegata al Canale Principale San Giusto. Il fiume, poi, è connesso ai seguenti canali: Masatta Esterno, Summaga Esterno, Gronda e Scolmatore Lemene. Fiume Lememe: proveniente dal territorio di Gruaro ne segna per un breve tratto il confine quindi si sviluppa nel territorio di Portogruaro dirigendosi verso sud. Superato il centro abitato di Portovecchio, sottopassa il ponte dell’A4 e costeggia fino al capoluogo la S.P. 463. Lungo questo tratto incrocia la linea ferroviaria in uscita da Portogruaro verso est. Attraversato il centro di Portogruaro dove sottopassa il ponte stradale della S.S. 14, costeggia la S.P. 68 ed il confine con il comune di Concordia Sagittaria, per poi passare nel territorio del comune stesso. Procedendo da nord verso sud, il fiume è collegato ai canali: Bombarda I, Mulino Portovecchio, Portovecchio, Bombarda II, Fossalone, Ronchi Esterno, Roggia Versiola, Scolmatore Lemene, Fossa Circonvallazione, Fossa San Gottardo, Reghenuzza e Fiume Reghena.
La rete idraulica minore, gestita dal Consorzio di Bonifica Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento vede, tra gli altri, la presenza dei seguenti corsi d’acqua: Canale Lison Nuovo: collegato ad est al Canale Lison costeggia fino al confine comunale la linea ferroviaria Treviso Portogruaro e si collega, in questo tratto, ai canali Gronda, Lison Interno e Scolo Bellia. Deviato il suo corso verso sud incrocia la linea ferroviaria e, costeggiato per un breve tratto il confine con Pramaggiore, va a confluire nel Fiume Loncon. Fossa Girardi: si sviluppa dall’argine sinistro del Fiume Loncon all’altezza dell’A4, che costeggia per nemmeno 200 m, per poi deviare verso il Canale Lison Interno in cui confluisce. Canale Lison: segnato per circa 1 km il confine con Cinto Caomaggiore, dove riceve le acque dello Scolo Comugne, si sviluppa nell’area occidentale del territorio comunale. Incrociata la S.R. 53 in prossimità della località Pradipozzo, si collega, più a sud ai canali Lison Nuovo e Gronda proseguendo con il nome di Lison Interno. Superata la linea ferroviaria Treviso Portogruaro ed incrociata l’A 4 che costeggia per un breve tratto si dirige verso Lison collegandosi, poco prima, al Canale dei Morti, che incrocia a sua volta, l’A 4, quindi al Canale Fossa Girardi. Poco più a sud incrocia la linea ferroviaria Venezia Trieste e la S.S. 14. A valle della confluenza con il Canale Trasversale è presente l’impianto idrovoro Lison I che scarica le acque collettate nel Loncon. Canale Gronda: si sviluppa da ovest ad est collegato rispettivamente al Lison ed al Fiume Reghena. Sottopassato il ponte autostradale dell’A4 si collega ai canali Bandiscorso e Ta. Lambito l’abitato di Summaga si connette al Canale San Giusto. Costeggia, per tutto il suo corso la linea ferroviaria Treviso Portogruaro incrociandola in un paio di punti ad est dell’A 4. Canale Bandiscorso: si sviluppa nell’area occidentale del territorio comunale dove, superata la linea ferroviaria Treviso Portogruaro, incrocia e costeggia per un centinaio di metri l’A4. Superato l’asse viario il canale si dirige verso sud collegandosi al Canale Gronda, al Canale Cavariol III in destra idrografica ed ai canali Cavariol II e I in sinistra idrografica. Incrocia la linea ferroviaria Venezia Trieste e giunto all’altezza dell’abitato di Lison riceve le acque prima del Canale Rosso Loredan, quindi al ramo nord del Canale Pelosetta Nord (che incrocia a sua volta la linea ferroviaria VE-TS), per poi costeggiare la S.S. 14 per circa 1300 m fino alla confluenza nel Canale Lison Interno. Canali Cavariol I, II, III: prima di confluire nel Canale Bandiscorso si sviluppano su limitate porzioni del territorio senza mai interessare, con il loro corso, centri abitati, assi ferroviari o viari di importanza almeno provinciale. Canale Rosso Loredan: si sviluppa per un breve tratto parallelamente alla S.S.14 fino alla confluenza nel Canale Vecchio Alveo Bandiscorso. E’ collegato al Canale Ghetto che corre, a nord del Rosso Loredan, per poco più di 500 m. Canale Vecchio Alveo Bandiscorso: corre per più di 1 km a sud della linea ferroviaria Venezia Trieste collegandosi al Canale Rosso Loredan e terminando il suo corso nella confluenza nel Bandiscorso. Canale Pelosetta: suddiviso in due rami, quello nord raggiunge il Canale Bandiscorso poco dopo aver superato la linea ferroviaria Venezia Trieste; quello sud si sviluppa a partire dalla S.S. 14 dirigendosi verso sud ovest dove è collegato ai canali Trasversale e Fabroni Dalla Pasqua. Canale Trasversale: collegato lungo il confine con il comune di Concordia Sagittaria al Canale Ta, si porta verso ovest collegandosi ai canali Sperti Tovaschi, Sifone Aprilis, Fossa Vesidia II e I, Aprilis e Pelosetta. Collegatosi al Lison Interno va ad alimentare il Canale Vasca di Aspirazione Impianto Lison I che convoglia le acque all’omonima idrovora per poi scaricarle nel Fiume Loncon. Canale Fabroni Dalla Pasqua: corre nell’area sud occidentale del territorio comunale collegandosi al Ta Vecchio, al Trasversale ed al Pelosetta Sud. Fossa Cà Diana: si sviluppa a nord della S.S. 14 che raggiunge e costeggia per circa 200 m; dopo averla attraversata si collega al Canale Aprilis che si collega a sud al Canale Trasversale. Canale Carboneri: si sviluppa nel’area sud occidentale del territorio comunale collegando tra loro i canali Trasversale e Ta Vecchio. Canale Vecchio Alveo Bandiscorso: collegato ai canali Trasversale e Sifone Aprilis, corre nel territorio comunale per nemmeno 1 km. Canale Sifone Aprilis: il suo corso inizia poco a nord dal Canale Trasversale, che sottopassa con botte a sifone; collegato al Canale Vecchio Alveo Bandisorso confluisce nel Ta Vecchio.
Canali Fosso Vesidia I e II: corrono per poche centinaia di metri, a nord del Canale Trasversale, in cui confluiscono, senza interessare, con il loro corso, centri abitati, assi ferroviari o viari o di importanza almeno provinciale. Canale Sperti Trovaschi: corre parallelamente al Canale Sifone Aprilis collegando tra loro i canali Trasversale e Ta Vecchio. Canali Ta Vecchio e Vecchio Ta: corrono lungo il confine sud occidentale con il comune di Concordia Sagittaria senza mai interessare, con il loro corso, centri abitati, assi ferroviari o viari di importanza almeno provinciale. Canale Ta: proveniente da Cinto Caomaggiore, attraversa perpendicolarmente il territorio di Portogruaro incontrando, lungo il suo percorso la S.R. 53 e l’A 4 ad ovest di Summaga. Connessosi al Canale Gronda prosegue verso sud incrociando la linea ferroviaria Venezia Trieste. A valle di questa il canale prosegue con due corsi paralleli che incrociano la S.S.14 lungo la linea di confine con il comune di Concordia Sagitaria. Il ramo destro del Ta riceve, in sinistra, le acque del Canale Bassie. Canale Bassie: si sviluppa per circa 1,5 km ad est del Ta collegandosi, prima della confluenza, al Canale Noiare. Canali Tiepolo Esterno e Principale Tiepolo: provenienti dal comune di Cinto Caomaggiore, corrono su una limitata area del territorio di Portogruaro collegandosi, a nord ovest del capoluogo al Fiume Reghena. Il Principale Tiepolo, che corre a confine con il comune di Cinto Caomaggiore, raccoglie le acque dei canali Di Bernardo I, II e Parallelo Strada di Accesso Impianto colluttandole all’impianto idrovoro Tiepolo che le scarica nel Reghena. Nessuno di questi corsi d’acqua interessa, con il suo corso, centri abitati, assi ferroviari o viari di importanza almeno provinciale. Canale Principale Summaga: si sviluppa parallelamente al Reghena incrociando l’A 4 e collegandosi, poco oltre, al Canale Isole I e Isole II che lo collega al Canale Summaga Esterno. Superata la S.R. 53 il Canale Principale Summaga raggiunge l’impianto idrovoro Summaga che scarica le acque fin qui convogliate nel Fiume Reghena. Canale Summaga estreno: corre ad ovest del Canale Principale Summaga, parallelamente a questo. Superata la S.R. 53 raggiunge, ad est di Summaga, il Fiume Reghena. Canale Principale Masatta: corre per un breve tratto ad est del Fiume Reghena dove incrocia la
S.R. 53. Oltre questo raccoglie le acque dei canali Faggioni e Secondario e raggiunge l’impianto idrovoro Masatta collegato al Reghena. Canale Masatta Esterno: collegato al Reghena corre, ad est di questo, costeggiando ed incrociando la S.R. 53 Canale Principale Campeio: proveniente dal Comune di Gruaro incrocia, lungo il confine, il Canale Traversante I ed incrocia, poco più a sud, l’A 4. Convoglia le acque raccolte nell’impianto idrovoro Campeio che le scarica nel Reghena.
Canale Campeio Esterno: si sviluppa ad est del Canale Principale Campeio. Superata l’A 4 si collega al Canale Sussidiario Esterno per poi confluire nel Canale Mandracchio di Scarico Impianto a valle dell’idrovora Campeio. Canale Traversante I: corre per poco meno di 500 m lungo il confine con il comune di Gruaro dove è connesso al Canale Principale Campeio.
Ad ovest del centro abitato di Portogruaro è presente una rete di canali, collegati al Canale Principale Palù Nuovo, che convoglia le acque all’idrovora Palù Nuovo che le scarica nel Fiume Reghena. Tra questi i canali Pal I e II, Cadorna, Bertolini, Rambruschi, Affluente Rambruschi e Camuffo. Canale Volpare: si sviluppa ad ovest di Portogruaro deve incrocia la linea ferroviaria Venezia Trieste per poi dirigersi verso il centro del capoluogo fino alla confluenza nel Canale Scolmatore Lemene. Roggia Versiola: proveniente dal territorio comunale di Gruaro, ne segue per un breve tratto il confine per poi continuare nel territorio comunale a valle della confluenza con il Canale Fossa Cortina. Proseguendo verso sud incrocia l’A 4 e si collega prima con il Canale Fossa San Nicola, quindi con il Fosso Fagotto, per poi confluire nel Fiume Lemene. Canale Fossa Cortina: proveniente da Gruaro, si sviluppa lungo il confine comunale, dove collegato al Fosso Verziola ed al Canale Fossalone, confluisce nella Roggia Versiola. Canale Fosso Fagotto: si sviluppa parallelamente alla Roggia Versiola, fino a confluire in questa dopo aver costeggiato per poche decine di metri ed incrociata l’A 4. Fossa San Nicola: collegata alla Roggia Versiola, poco a sud dell’A 4, costeggia la rotonda di immissione all’autostrada per poi dirigersi verso sud est dove, incrociata la linea ferroviara Venezia Trieste, si connette allo Scolmatore Lemene. Canale Fossalone: proveniente dal comune di Gruaro scorre verso sud est fino alla confluenza nel Fiume Lemene all’altezza di Porto Vecchio. Poco prima di questa il Fossalone riceve le acque del Canale Affluente Fossalone, proveniente da nord. Canale Scolmatore Lemene: collegato al Fiume Lemene ed alla Fossa San Nicola, a nord del centro storico di Portogruaro, attraversa il capoluogo dove riceve le acque del Canale Volpare, della Fossa San Gottardo e della Fossa Circonvallazione, per poi confluire nel Fiume Reghena. Canale Volpare: prima di collegarsi al Canale Scolmatore Lemene, corre per un breve tratto, nel territorio di Portogruaro,incrociando la linea ferroviaria Venezia Trieste. Canale Fossa Circonvallazione: si stacca dal Fiume Lemene, a nord del centro storico di Portogruaro che attraversa dirigendosi verso sud. Collegata alle fosse San Gottardo e Camucina, termina il suo corso nel Canale Scolmatore Lemene. Canale Fossa San Gottardo: attraversa il centro di Portogruaro collegando tra loro la Fossa Circonvallazione, il Fiume Lemene e lo Scolmatore Lemene.
Canale Fossa Camucina: attraversa il centro di Portogruaro collegando la Fossa Circonvallazione ed il Canale Ronchi Esterno tra loro, ed attraversa la S.S. 14. Canale Ronchi Interno: derivato dal Canale Ronchi Esterno supera la linea ferroviaria Venezia Trieste per poi entrare nel centro di Portogruaro convogliando le acque all’impianto idrovoro Ronchi che le scarica nel Canale Ronchi Esterno. Canale Ronchi Esterno: connesso a nord di Portogruaro al Fiume Lemene, si dirige verso est incrociando la S.P. 463 e costeggiando la S.P. 73. Direttosi verso sud incrocia la S.P. 73, la linea ferroviaria Venezia Trieste, la S.S. 14 che poi costeggia per circa 300 m e la S.P. 68. Termina il suo corso in corrispondenza della confluenza nel Fiume Lemene. Dal Ronchi Esterno vengono derivati i canali Ronchi Interno e Derivatore Ronchi Esterno – San Giacomo. Canale Fossalato: inizia il suo corso in località Portovecchio e si dirige verso sud dove, collegatosi al Canale Secondario Fossalato sottopassa il ponte autostradale dell’A4 ed incrocia sia la S.P. 463 che la linea ferroviaria Portogruaro Pordenone per poi confluire nel Canale Ronchi Esterno in prossmità della S.P. 73. Canale Secondario Fossalato: corre per circa 400 m tra la S.P. 463 e la linea ferroviaria Portogruaro Pordenone. Superata la strada provinciale costeggia l’A 4 fino alla confluenza con il Canale Fossalto. Derivatore Ronchi Esterno San Giacomo: derivato dal Canale Ronchi Esterno si dirige verso est, fino a raggiungere il Canale San Giacomo senza interessare, con il suo corso, centri abitati, assi ferroviari o viari di importanza almeno provinciale. Canale dei Sigari: si sviluppa nell’area compresa tra i canali Ronchi Esterno e San Giacomo, attraversando l’abitato di San Giacomo dove incrocia la S.S. 14. Si collega, più a sud, al Canale Russolo. Canale Russolo: collegato al Canale Ronchi Esterno, dove questo incrocia la S.S. 14 si dirige verso sud attraversando il centro di Portogruaro e ricevendo le acque del Canale Secondario Russolo. Deviato il suo corso verso est confluisce nel Canale dei Sigari. Canale Busatte: inizia il suo corso a sud di Portogruaro dove costeggia per circa 300 m la S.P. 68. Ricevute le acque del Canale Secondario Busatte, si dirige verso il confine con il comune di Concordia Sagittaria che percorre per circa 1 km e lungo il quale si collega al Canale dei Sigari ed al Canale Rio. Incrociata la S.P. 70 a sud est di Portogruaro convoglia le acque all’impianto idrovoro Busatte che le scarica nel Canale San Giacomo. Canale Rio: derivato dal Canale Busatte, corre per circa 500 m nel comune di Concordia Sagittaria segnandone per un lungo tratto il confine con Portogruaro. Incrociata la S.P. 70 il Canale Rio si collega al Canale Vecchio Alveo Rio ed al Canale Secondario Rio che lo raggiungono in sinistra idrografica. Termina il suo corso in corrispondenza della confluenza nel Canale Collettore di Ponente. Canale Vecchio Alveo Rio: raggiunge il Canale Rio dopo aver costeggiato, per poche decine di metri, la S.P. 70.
Canale San Giacomo: si sviluppa a partire dalla S.P. 73, in prossimità del confine con Fossalta di Portogruaro e si dirige verso sud dove incrocia la linea ferroviaria Venezia Trieste. Collegatosi al Canale Derivatore Ronchi Esterno San Giacomo incrocia la S.S. 14 e corre parallelamente alla
S.P. 70 connettendosi ai canali Derivatore San Giacomo Paolina, Paolina, Busatte e Secondario Rio. Incrociata la S.P. 70, il Canale San Giacomo si porta verso sud fino alla confluenza con il Canale Collettore Fondi Alti. Canale Paolina: proveniente dal comune di Fossalta di Portogruaro segue per un lungo tratto il confine dove incrocia la linea ferroviaria Venezia Trieste e la S.S. 14. Penetrato nel territorio di Portogruaro supera la S.P. 72 per poi, a valle della confluenza con i canali Derivatore San Giacomo Paolina e Derivatore Paolina Bisson, confluire nel Canale San Giacomo. Canale Bisson: proveniente dal comune di Fossalta di Portogruaro, corre lungo il confine comunale, dove incrocia la S.P. 72, fino alla confluenza nel Canale Collettore Fondi Alti. L’area centrale del territorio di Portogruaro, compresa tra i comuni di Concordia Sagittaria e Fossalta di Portogruaro, vede la presenza di una fitta rete di corsi d’acqua che gravitano attorno al Canale Collettore Fondi Alti. Questi sono i Canali Barchiata, che incrocia la S.P. 70, Secondario Barchiata, Bisson Grande, Bisson Piccolo, Delle Barche, Stucki, Cava, Affluente Cava, Celotto e Collettore di Levante collegato all’impianto idrovoro Salvamaggiore. Canale Collettore Fondi Alti: proveniente dal comune di Fossalta di Portogruaro, entra nel territorio di Portogruaro correndo verso sud ovest e passando nel comune di Concordia Sagittaria. Il suo corso non interessa centri abitati, assi ferroviari o viari di importanza almeno provinciale. Canale Laghetto: si sviluppa lungo il confine con il comune di Concordia Sagittaria fino alla confluenza nel Canale Lago. Canale Lago: si sviluppa parallelamente al confine con il comune di Concordia Sagittaria, collegato ad est, con il Canale Collettore Fondi Alti. Lungo il confine incrocia la S.P. 42. Canale Degan: corre su una limitata porzione di territorio collegandosi ad ovest ed est rispettivamente ai canali Lago e Fossalon. Canale Viola: proveniente da Concordia Sagittaria, corre per circa 600 m lungo il confine con lo stesso comune, collegandosi al Canale Violino. Entrato nel territorio comunale raggiunge il Canale Collettore II.
Compresi tra i canali Lago e Degan, Viola e Collettore II, corrono, paralleli tra loro i canali Fossa di Sotto, Fossa Regaziol, Fossa Motta, Fossa Teglio, Fossa Cordovado e Fossa Cordovado bis. Tutti questi corsi d’acqua incrociano la S.P. 42.
I canali Stiago e La Vecchia corrono, per brevi tratti, lungo il confine con Fossalta di Portogruaro dove sono collegati ai canali Secondario Stiago e Torresella di Levante che costeggia la S.P. 70 incrociandola prima della derivazione con il Canale La Vecchia.
Canale Collettore I: collegato a ridosso della S.P. 70 al Canale Torresella di Levante, si dirige verso sud costeggiando, parallelamente al confine con il comune di Fossalta di Portograuaro, la
S.P. 69. Rientrato nel territorio di Portogruaro, il Collettore I continua a costeggiare la strada provinciale fino alla confluenza di quest’ultima con la S.P. 42. In questo tratto si collega, in sinistra idrografica ai canali Giussago, Rivago e Vescovado, in destra idrografica ai canali Cava, Fossalon, Collettore II e Viola Baracche. Incrociata la S.P. 42 il Canale Collettore I prosegue verso sud dove, raggiunto e costeggiato per un breve tratto il confine con il comune di Caorle, confluisce nel Canale Madonnetta. Quest’ultimo tratto vede la confluenza dei i canali Lavoressa, Colonna e Corrado, che raggiungono il Canale Collettore I provenendo da est, ed il collegamento in destra idrografica con il Canale Lame. Canale Collettore II: derivato dal Canale Collettore II, in prossimità della S.P. 69, si dirige verso sud incrociando sia questa provinciale che la S.P. 42. A valle di questa si collega ai canali Viola Baracche, Viola e Storti. Raggiunto il confine con il comune di Concordia Sagittaria, lo segue per circa 1 km prendendo il nome, nell’ultimo tratto di Canale Collettore II Ramo del Sindacale, e confluendo nel Canale San Giacomo. Canale Lugugnana: proveniente dal comune di Fossalta di Portogruaro lambisce l’abitato di Giussago e costeggia la S.P. 70 fino a raggiungere l’abitato di Lugugnana. In prossimità di questo sottopassa i 2 ponti stradali della S.P. 70 e quello della S.P. 42. Devia verso sud fino a confluire nel Canale Taglio, che corre lungo il confine comunale con San Michele al Tagliamento. A partire da nord il Canale Lugugnana comunica idraulicamente con i seguenti canali: Canale Vecchio Alveo Lugugnana, Canale Giussago, Canale Secondario I Lugugnana, Canale Roggia Magnan, canale Secondario II Lugugnana, Canale Vescovado, Roggia del Mulino, canale Madonnetta. Roggia del Mulino: diramato dal Canale Lugugnana, attraversa l’abitato di Lugugnana dove incrocia la S.P. 42 per poi proseguire fino alla confluenza nel Canale Lugugnana.Poco prima di questa si stacca il Canale derivatore Roggia del Mulino Madonnetta che lo collega, ad est di Lugugnana al Canale Madonnetta. Canale Madonnetta: collegato al Canale Secondario II Lugugnana, si sviluppa verso sud dove incrocia la S.P. 42 all’altezza dell’abitato di Lugugnana. Unitosi al Canale Deviatore Roggia del Mulino Madonnetta e collegatosi ai canali Lugugnana, Biancore e Beni Comuni, raggiunge il confine con Caorle e, lungo questo, incrocia la S.P. 70 per poi terminare il suo corso nella confluenza con il Canale Collettore I. Canale Taglio: segna gran parte del confine comunale con il comune di San Michele al Tagliamento per poi svilupparsi, per un breve tratto, nel comune di Portogruaro fino a passare in quello di Concordia Sagittaria. Incrocia la S.P. 42 ad est di Lugugnana e si collega, correndo da nord verso sud ai seguenti canali: Irriguo, Lugugnana, Scarico I Bacino, Beni Comuni e Mandracchio di Scarico collegato all’impianto idrovoro Principale.
E’ ben nota l’importanza che rivestono le vie di comunicazione nell’ambito della pianificazione di protezione civile: esse possono consentire l’evacuazione della popolazione e/o l’afflusso dei soccorsi e quindi la loro perfetta conoscenza consente di programmare e pianificare gli interventi in modo razionale e coordinato. Le direttrici principali nel comune di Portogruaro sono di seguito elencate:
Ferrovia
Tratta Venezia-Trieste Tratta Portogruaro-Treviso Tratta Portogruaro-Pordenone
Autostrade
A4: Venezia-Trieste
Strade Statali
SS. 251: collega il territorio comunale con il comune di Gruaro. SS. 463: collega il capoluogo con il comune di Teglio Veneto. SS. 14: attraversa il territorio comunale da ovest ad est, mettendolo in comunicazione rispettivamente con i comuni di Annone Veneto e Fossalta di Portogruaro. Tangenziale Enrico Mattei: collega la SS14 con la SR 53 Tangenziale Odorico da Pordenone: collega la SR 53 con la SP21
Strade regionali
SR. 53: collega il capoluogo con il comune di Pramaggiore e con la SS. 251.
Strade provinciali
SP. 73: collega il capoluogo con il comune di Fossalta di Portogruaro. SP 68: collega il capoluogo con il comune di Concordia Sagittaria. SP. 70: collega il capoluogo con il comune di Caorle SP. 42: attraversa il territorio comunale a sud mettendolo in collegamento con Concordia Sagittaria e S. Michele al Tagliamento. SP. 69: mette in comunicazione la SP. 70 con la SP. 42. SP. 67: collega il capoluogo con il comune di Concordia Sagittaria.
Strade Comunali
Via S. Stefano: strada di collegamento tra loc. Giussago e la SP. 69. Via Barchiata: strada di collegamento tra la SP. 70 e la SP. 68.
L’area orientale della provincia veneziana, comunemente denominata Venezia orientale, è, tra i diversi ambiti della provincia, quello più autoreferenziale e meno legato a Venezia.
20 Piano Comunale di Protezione Civile-Analisi del Territorio Comune di Portogruaro
Il territorio è attraversato in senso nord-sud da tre fiumi principali (Piave, Livenza e Tagliamento) che hanno svolto nei secoli una funzione ordinatrice dei principali insediamenti (e delle relative relazioni, che riguardavano quindi l’intero sviluppo del corso dei fiumi verso Nord e il litorale) e da una fitta rete di acque minori, nelle zone di bonifica in prevalenza artificiali. Ad una pianura irrigua storicamente caratterizzata dalla piccola proprietà contadina nella zona settentrionale, si contrappone scendendo verso il mare una ampia fascia di terreni paludosi (con alcune lagune minori tuttora persistenti) oggetto di successive bonifiche e caratterizzata ancora oggi da grandi proprietà agricole.
Gli insediamenti sono strutturati come di seguito descritti: il centro abitato di Portogruaro località : Pradipozzo, Summaga, Lison, Giussago, Lugugnana, Mazzolada, Viola/Serrai,
Marina, Portovecchio. Volendo esprimere in maniera molto schematica le principali connotazioni del territorio, dell’economia e della società dei comuni che ricadono in tale ambito, queste si potrebbero così riassumere: mantenimento di una certa capacità attrattiva in termini residenziali rispetto ad altre aree della provincia; rilevanza economica e strutturale del sistema turistico balneare; tendenziale riduzione del comparto agricolo, pur col permanere di specializzazioni di buone prospettive (vitivinicola); cesura problematica tra situazioni della costa e dell’entroterra; insufficiente dinamica dei servizi;
Aree produttive: attività artigianali e commercio all’ingrosso
Area a ovest del capoluogo: in loc. Summaga. Aree a sud – ovest del capoluogo: denominata “Noiari” Area a nord-ovest del capoluogo: denominata “S. Nicolò” Area a nord del capoluogo: in loc. Portovecchio Area a sud-est del capoluogo: ex raffineria Agip
Lo studio1 delle caratteristiche meteo-climatiche del territorio della Provincia di Venezia è stato eseguito attraverso l’analisi e l’elaborazione dei principali parametri meteorologici registrati dalle stazioni disponibili, anche in territori esterni, esterni, limitrofi alla provincia. L’indagine ha riguardato in particolare i dati medi di precipitazione e temperatura per i periodi 1961-1990 e 1992-2002, mentre per le precipitazioni di massima intensità e per il vento sono stati analizzati i dati del solo periodo 1992-2002, raccolti dalla rete regionale di monitoraggio del Centro Meteorologico di Teolo in quanto per il trentennio 1961-1990 i dati di ventosità non sono disponibili (se non per la sola stazione di Venezia) mentre per le precipitazioni di massima intensità i dati non presentano una continuità e una distribuzione sul territorio accettabili ai fini del presente studio. Nel territorio provinciale si possono distinguere in particolare due grandi zone, contraddistinte da caratteristiche climatiche diverse a causa della differente azione che esercita il mare su tali territori: la zona litoranea, più prossima al mare, e la zona interna con caratteristiche più simili a quelle della pianura continentale.
2.2. Analisi delle precipitazioni
Sono state analizzate per il territorio provinciale le precipitazioni medie annuali e stagionali, confrontando i dati del periodo 1961-90 e 1992-2002. L’analisi ha evidenziato la distribuzione territoriale, evidenziando le aree che presentano un maggiore quantitativo di precipitazione.
Le caratteristiche termometriche del territorio della Provincia di Venezia risultano, rispetto ai territori limitrofi interni della Pianura Veneta, influenzate, seppur in modo abbastanza limitato, dalla presenza del mare. L’analisi del parametro temperatura ha permesso di analizzare le distribuzioni dei valori medi annuali delle temperature massime e minime, calcolate per i periodi di riferimento 1961-1990 e 1992-2002.
L’analisi dei venti si è basata sui dati raccolti dalle stazioni del Centro Meteorologico dotate di anemometro e anemoscopio posti a 10 m dal suolo, così come previsto dagli standard internazionali per la misura di questa grandezza meteorologica. Le elaborazioni effettuate hanno
1 Lo studio completo è consultabile nell’ ”Appendice 11” del Piano Provinciale di Emergenza, anno 2003. Il CD relativo è in dotazione ad ogni comune della Provincia di Venezia.
22 Piano Comunale di Protezione Civile-Analisi del Territorio Comune di Portogruaro
permesso l’analisi delle raffiche massime di vento registrate e delle rose dei venti a livello annuo e stagionale.