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30 novembre 2008 - Relazione del Sindaco

1908-2008
Oggi Portogruaro celebra il centenario della costruzione dell’acquedotto.

Le iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale, nell’occasione della Fiera di Sant’Andrea, vogliono

· da un lato guardare al passato, per conoscere e comprendere le idee e gli obiettivi che spinsero gli amministratori all’inizio del Novecento a considerare importante la costruzione dell’acquedotto e iniziare un’era di modernità per la nostra città

· dall’altro guardare al futuro, per conoscere e comprendere le azioni da intraprendere per tutelare la risorsa acqua, definita oro blu, e salvaguardare il nostro territorio nel nuovo millennio.

Nel passato, come oggi, l’acqua è stata una risorsa amica.

La consideriamo amica per la sua abbondanza, in un territorio come il nostro che ha la fortuna di essere attraversato da molti fiumi, nella nostra Portogruaro che è una città d’acqua, e nelle sue frazioni.

E’ necessario però che l’uomo consideri anche la “forza” dell’acqua.
La rispetti, ne tenga conto nelle diverse scelte, soprattutto urbanistiche e territoriali.
L’Acqua può diventare nemica. Gli eventi eccezionali, le inondazioni, i danni che il nostro Paese subisce ne sono la dimostrazione.


INAUGURAZIONE DELL'ACQUEDOTTO A PORTOGRUAROCento anni fa, i nostri amministratori decisero, con lungimiranza e perseveranza, di dar vita alla realizzazione di un’opera che è un monumento di redenzione igienica e di civiltà, così come è definita da Attilio Cian- autore della preziosa pubblicazione sull’Acquedotto che oggi presentiamo in ristampa.

Alla fine dell’ Ottocento, infatti, l’acqua del fiume Lemene, secondo il parere dei medici inquinata, era stata nemica di Portogruaro. Era stata causa della diffusione del colera nella popolazione.

Allora i cittadini avevano iniziato a sentire la mancanza di acqua potabile e a capire la necessità che la città fosse dotata di acqua pura, sana, ed esprimeva questo desiderio pubblicamente.

Prima d’allora l’acqua del Lemene era stata la vita, la nascita stessa della città di Portogruaro, una città profondamente legata a questo elemento della natura: sulle sponde del Lemene era sorto il primo nucleo della città, al fiume era legato lo sviluppo economico- commerciale della città nella storia, al fiume è oggi legato il recupero artistico e architettonico del Centro Storico nel programma di arredo urbano e valorizzazione ambientale intrapreso da questa Amministrazione.

Agli amministratori del Novecento oggi Portogruaro deve dire e dice grazie:

· grazie per aver realizzato un bene collettivo di cui ha usufruito la gente di questa terra, con un netto miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie rispetto all’utilizzo dei pozzi che fino ad allora si faceva,

· grazie per aver posto la stessa attenzione al centro e alle frazioni- la rete dell’acquedotto fu costruita fin dal principio per servire sia il borgo centrale che i sobborghi di Portovecchio, Lison, Pradipozzo, Summaga, Noiari, Giussago e Lugugnana

· grazie per aver pensato al risparmio della risorsa acqua fin dal principio del suo utilizzo

· grazie per la coscienza e determinazione posta nella realizzazione dell’opera

E’ una grande lezione quella che riceviamo dal passato: l’acqua è un bene prezioso, deve essere di tutti, e tutti ne devono poter usufruire perché è una risorsa importante per la vita dei cittadini.

Già all’epoca la salute dei cittadini era al primo posto nelle valutazioni e nelle decisioni degli Amministratori:
i tubi usati erano di acciaio, per quanto i costi fossero esorbitanti per le casse comunali, e non di cemento armato o di ghisa come tradizionalmente impiegati nella costruzione di opere simili.

Questa scelta era stata compiuta per meglio salvaguardare le caratteristiche ottimali dell’acqua dalle fonti di Bagnarola e di conseguenza la salute di chi beveva e utilizzava l’acqua.
Anche la scelta della fonte, quella di Bagnarola e non di Venchiaredo come da progetto iniziale, è stata compiuta solo a fronte di una relazione del Laboratorio Di Venezia che dichiarava l’acqua senza odore e colore, di sapore fresco, ottima.

Come oggi è ancora buona, sana, naturale.

Credo che l’aver realizzato, all’inizio del secolo scorso, una rete di acquedotto con tali caratteristiche debba riempirci di orgoglio:
il nostro acquedotto era all’AVANGUARDIA all’epoca, il primo ad essere costruito nel territorio del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, e lo è ancora ai giorni nostri.

Oggi, il tema dell’acqua, che per la sua importanza viene definita oro blu, è un tema di interesse globale.
Vogliamo continuare a tutelare la risorsa acqua, vogliamo confrontarci con altri paesi, anche europei, per definire una serie di azioni di rispetto ambientale e di crescita culturale nei confronti di una risorsa che oggi diamo per scontata, ma che domani potrebbe non esserlo più.

Abbiamo voluto approfondire questi temi, al centro anche dell’Expo di Saragozza quest’anno, con i nostri ospiti dei Comuni Gemellati, Marmande, in Francia, Ejea de Los Caballeros, in Spagna, e con Verteneglio, comune della Croazia con il quale abbiamo importanti rapporti di collaborazione.

 


 
 

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