Sant’Andrea, patrono dei pescatori e dei mercanti, ci richiama le origini della città.
L’attuale duomo,
iniziato nel 1793 consacrato nel 1833 sorge sul luogo di una precedente chiesa che era orientata in senso apposto all’odierna, cioè con la facciata verso i molini.
All’interno, diverse tele di scuola veneta, dal
XVI al
XVIII secolo. Navata destra:”
Incredulità di San Tommaso” (copia , eseguita nel secolo XIX dal portogruarese Eugenio Bonò, di un quadro realizzato nel 1504 da Cima da Conegliano); “
Vergine con santi Rocco e Sebastiano “ con alla base una veduta prospettiva della città (ignoto veneziano,1631); “
Concezione con Sant’Anna e San Floriano” (Gregorio Lazzarini, 1718); “
Resurrezione di Cristo” (scuola di Palma il Giovane, ultimo decennio del secolo XVI).
Abside: al centro, “
Presentazione di Gesù al Tempio (Giovanni Martini, 1515); a destra, “
Caduta di Saulo” (autore ignoto, secolo XVI); A sinistra, “
Sacra Conversazione” (Pomponio Amalteo, 1583).
Cantorie: “
Storie di Sant’Andrea”, cinque pannelli, olio su cuoio (Pomponio Amalteo, secolo XVI).
Navata sinistra: sul secondo altare, “
Madonna delle Grazie”, olio su tela di Pietro Damini da Castelfranco, eseguita tra il
1612 e il
1631. Controfacciata: “
Madonna degli Angeli (Stefano Dall’Arzare, 1542); “
Ultima Cena” (scuola di Palma il Giovane, 1604); “
Madonna della Ceriola” (Gregorio Lazzarini, 1720); “
Trionfo di Cristo” (Gregori o Lazzarini, 1722).