SUONI DELLA SUPERFICIE

Ritorna

 

venerdì 7 settembre 2001 alle ore 18.30 inaugura la mostra dal titolo suoni della superficie, con opere di Vincenzo Checchini, Winfred Gaul, Paolo Patelli, Pope, Tomas Rajlich, Calude Viallat.

La presente esposizione non ha alcuna intenzione di riesumare vecchie esperienze della pittura degli anni set-tanta né tanto meno si ritiene di dover ricercare un primato che, se mai fosse esistito, può essere solamente espressione del lavoro di uno storico. Ciò che si vuol raccogliere dall'esperienza di questi artisti, che per al-tro rappresentano non solo un ampio spettro storico-artistico ma anche geografico, è quel silenzio del fare, che appartiene alla pittura. La pittura rappresenta per certi versi uno percorso a se stante, ma non estraneo al cammino storico della pittura astratta. Queste autonome esperienze pittoriche si possono interpretare seguen-do la duplice anima del fare pittura. Se da un lato essa è contraddistinta da un momento teorico, frutto di una progettualità o di un lavoro mentale, dall'altro, nella fase realizzativa, emerge prepotentemente l'aspetto pra-tico-sperimentale, quell'esercizio della pittura, che pone in discussione i suoi materiali e lo stesso procedi-mento del dipingere e del fare materialmente pittura.


VINCENZO CECCHINI


F.B.13, 2001

" l'attenzione di Cecchini si concentra sulla pittura intesa più Come gesto, anche minimo, che segna su di se la superficie, piuttosto che identificandola con problemi di ordine compositivo " 1960- Galleria Numero - Firenze - Franco Russoli

"L 'appassionata indagine di Cecchini è oggi approdata a una straordinaria ricchezza immaginativa, che si esplica in dettagli apparentemente minimi: il modo in cui delle strisce che sembrano parallele in realtà divergono sottilmente, il modo in cui le superfici si incavano o aggettano" il modo in cui colori chiassosi e squillanti nell'accostarsi e compenetrarsi l'un l'altro si smorzano o si attenuano... " 1967 - Galleria Arco d'Alibert - Roma - Cesare Vivaldi

"... Cecchini presenta delle serie di tre telai, supporti di altrettante fotografie bianche o grigie. ... Cecchini accetta l'introduzione del caso non come struttura ma come categoria del procedimento tecnico artistico ed il suo grado di accettazione lo si coglie nella sua ostinazione a riprodurre l'aleatorio... ..." 1972 - Galleria Primo Piano - Roma - Emilio Puglielli

"'...La restituzione del pigmento ad un livello di estrema sospensione; tra la presenza, appunto, e l'assenza, è l'itinerario del lavoro che caratterizza le più recenti stagioni di Vincenzo Cecchini: quasi l'ombra, la traccia, il minimo assorbimento sul campo coadiuvato dal tepore della mano " 1974 - Galleria La Vinciana - Milano - Giorgio Cortenova

"...Se si vuole intendere nel modo più proprio l'operare di Cecchini occorre tenere presente una ciclicità, entro i rimbalzi di due polarità opposte, nelle quali si muove il suo fare immaginativo, non a caso sempre all'erta e problematico... Ecco dunque che si ristabilisce pienamente un circuito, che è ciò che rappresenta per noi la sua esperienza, singolarmente inquieta e problematica, radicale sempre nel giocare del tutto allo scoperto, senza false implicazioni problematiche né ideologiche né psicologiche. " 1976 Galleria Peccolo - Livorno - Enrico Crispolti

"... nella dissipazione come nella rinuncia, vi è una parte che deve essere espulsa, perché avvenga un'equa distribuzione delle forze, perché nulla sia "troppo ", secondo il precetto apollineo " e Cecchini in questa pittura sembra finalmente conciliare le proprie contrastanti vocazioni all'eclettismo e al silenzio dell'arte. 1990 - Gall. Plurima Udine - Elisabetta Longari
-"... si tratta adesso di opere espressamente pittoriche. Il medium: colla e pigmento. E poi: giallo, verde, rosa, ecc. Comunque colori acerbi e isolati, mai condannati alla coabitazione, quindi utilizzati per una strategia monocroma dove la forma è comunque una entità immateriale 1990 - Gall. Peccolo - Livorno. - Fulvio Abbate

Non c'è opera del suo eclettico percorso che non corrisponda a quest'ansia di nuove energie, non c'è immagine che non oscilli tra la concentrazione e la dispersione, vale a dire tra i poli eccitanti e imprevedibili della sua vena pittorica. 1993 Galleria Delise - Portogruaro - Claudio Cerritelli

... i suoi colori non sono propriamente dei colori comuni, sono sue invenzioni. I pigmenti, le colle sono dunque prodotte direttamente dall'artista come a sottolineare che il quadro è totalmente frutto della sua attività e dell'immediato rapporto con i materiali, con i quali vive una intensa relazione di interscambio come lui stesso ha avuto modo di specificare: "..la mia fisicità e la fisicità del materiale devono proprio conoscersi. Io devo conoscere la materia e lei deve conoscere me. Io non faccio della pittura se mi sento limitato o se il materiale violenta me". 1993 - da "Titolo" Anno IV n. 12 -Diego Collovini.

"..La speculazione tecnico-fenomenologica, tutta risolta all'interno della tela, trattiene Cecchini dallo scoprire significati secondi. Proprio così egli si ostina a portare alla luce una materia intesa come corpo germinale dell'ideazione e come prospettiva di un compimento per il quale si è impegnato nei confronti della storia; senza negarsi cioè alla transizione con i materiali del passato e della modernità, che Cecchini considera come un archivio di inganni, ma anche di testi e di favolosi enigmi... 2000 - Galleria Comunale d' Arte Contemporanea - Roma- Maria Rovigatti

" Velare o svelare l'ultima connessione delle essenze, svestire rivestire la massa, il colore se-dante e la leggera trasparenza pneumica della pennellata che si incolla come una leggera garza su di un lucido corpo gocciolante che esce dal mare. Leggerezza e durezza: è quest'ultima che esalta l'altra, la fa intuire con trasparenze presupposte. 2001 - Centro Santelmo - Salò - Patrizia Mascarucci

Winfred Gaul


C. Monet in Marocco, 1983


Nasce a Düsseldorf il 9 Luglio1928.
1948. Maturità al Liceo Classico di Düsseldorf. I 1949/50. Frequenta la Facoltà di Germanistica all'Università di Colonia.
1950/53. Studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Stoccarda nella classe dei Professori W. Baumeister e Henninger. È a Parigi dove ha modo di vedere il ciclo delle "Nymphées" di Claude Monet. Stringe amicizia con alcuni artisti della scena parigina.
1955. Si stabilisce a Düsseldorf dove incontra Peter Bruning, un altro allievo di Baumeister e inizia con lui un'amicizia. Viaggio a Londra a vedere i quadri di Tumer.

1956. Prima personale alla galleria Gurlitt di Monaco di Baviera primi lavori informali della serie "Poème visible". Prima mostra a Parigi da Paul Facchetti dove espone sue opere nella rassegna "Cinq Abstraits Rhénans".

1957 Partecipa a "Eine neue Richtung in der Malerei" (una nuova direzione in pittura) la prima mostra in Germania dove sono esposte opere informali organizzata alla Kunsthalle di Mannheim, che gli acquista l'opera "Pracht der Zerstorung" che sarà il suo primo quadro venduto ad un Museo. Personale alla galleria 22 di Düsseldorf, che diventerà la galleria propugnatrice di tutti gli "informel" tedeschi. Prima mostra personale in Italia alla galleria Apollinaire di Milano.

1959. Invitato alla Documenta 2 di Kassel dove presenta i su quadri della serie "Wischbilder".

1960. Esegue la sceneggiatura e i costumi per il balletto "Wandlungen" di AureI v. Millos all'Opera Comunale di Colonia. Personali alla Galerie Nachst St. Stephan di Vienna, alla Galerie A. Abels di Koe e alla Galleria Blu di Milano.

1961. Abita a Roma in Via della Croce e dipinge la serie "oggetto di contemplazione" e "oggetto romano" che saranno il tramite fra il suo periodo informale e la serie di "quadri-segnali" del periodo pop.

1962. Mostra personale a New York alla Ekon Gallery. Rimane quattro mesi negli USA, visitando a New York e nella West Coast, Musei, Gallerie ed artisti. Appunti ed articoli sul viaggio e sugli incontri fatti verranno pubblicati nel settimanale Die Welt. AI ritorno inaugura la sua personale alla galleria L'Attico di Roma e partecipa, invitato da E. Crispolti, alla rassegna "Alternative Attuali" a L'Aquila.

1963. Mostra personale alla Galleria Muller di Stuttgart dal titolo "Verkehrszeichen und Signale" dove espone per la prima volta sue opere ispirate ai cartelli stradali e quadri-segnali.
1964. Premio Villa Romana e soggiorno di lavoro a Firenze. Insegna per due anni pittura all' Accademia d' Arte Staatliches Kunstschule, di Brema. Visiting Lecturer all'Accademia di Belle Arti di Bath (Inghilterra). Personale da Rene Block a Berlino.

1966. Visiting Lecturer al Regional College of Arts, Kingston upon Hull, Inghilterra. Mostra personale al prestigioso I.C.A. di Londra con i suoi quadri "Traffic Signs and Signals", esposti poi nell'antologica alla Kunsthalle di Mannheim.

1967/69. Si trasferisce a vivere e lavorare per due anni ad Anversa in Belgio, dove ha inizio una svolta nel suo lavoro. Dai quadri-segnali e pop che avevano caratterizzato con successo il lavoro degli anni precedenti, sviluppa ora quadri, ancora dipinti con colori vivaci e forti, sempre più strutturati da un impianto formale geometrico e costruttivista. Sue opere sono ora esposte al Museo Ludwig di Köln. 1969. Abita per un anno a Genova-Boccadasse dove tiene una personale alla Galleria La Polena. Per l'Università di Heidelberg esegue tre grandi sculture di acciaio dipinto che saranno installate nel parco dell'Università.

1971/74. Realizza alcuni murali per un istituto dell'Università di Stoccarda e inizia la serie "Markierungen" (marchiando), linee e' bande dai colori primari dipinte su tela grezza. Klaus Honnef gli organizza al Westf. Kunstverein di Münster un'ampia retrospettiva di vent' anni di lavoro (quadri disegni, oggetti) che in seguito si sposterà alla Stadt. Ksmlg. di Ludwigshafen, al Museo di U1rn ed alla Kunsthalle di Bielefeld.

1975 Il Comune di Brema lo incarica di raccogliere una rappresentativa collezione d'arte "costruttiva" per il nuovo Centro Elettronico della città.

1977. Invitato alla Documenta 6 di Kassel dove partecipa con quadri della serie "Farbmarkierungen".

1978. La Kunsthalle di Kiel organizza una mostra ed un catalogo ragionato di tutta la sua produzione di opere grafiche e multipli. L'anno seguente la mostra si sposta al Kunstverein di Heidelberg.

1979. Soggiorni di riposo e di lavoro a S. Andrea di Rovereto in Liguria, dove nasce la serie di opere eseguite su carta "i colori del villaggio" e "con amore". Quest'ultima sarà esposta l'anno seguente alla Galleria Karsten Greve di Koln.

1981/83. Inizia la serie di opere eseguite su cartoni da imballaggio denominata "Recycling" che esporrà in mostre a Quakenbruck, Bonn, Köln e Düsseldorf. Nel catalogo prefazione di K. Honnef.

1982. Alla Pinacoteca Comunale di Macerata ampia antologia di sue opere su carta dal titolo "W. Gaul: segno, disegno, traccia, pittura, memoria". La presentazione in catalogo è di E. Crispolti e P. Menna.

1983/85. Con il quadro "Visita a Givemy" inizia una numerosa serie di opere nei cui titoli è palese il suo omaggio alla pittura di Claude Monet.

1987. I suoi scritti di memorie e commenti sull ' arte del dopoguerra vengono raccolti in un libro dal titolo "Picasso e i Beatles" (Erinnerungen und Kommentar zur Kunst nach ' 45) edito da Quensen Verlag, Lamspringe.

1988. Il Museo Scholss Morsbroich di Leverkusen organizza una retrospettiva di suoi lavori su carta (1953-1987) che in seguito si sposta in altre città e Musei della Germania.

1989. Esce "Begegnung mit Winfred Gaul" (amicizia con Winfred Gaul) edito a cura di Willi Kemp: libro-catalogo che contiene testi e riproduzioni di tutte le opere di Gaul possedute dalla prestigiosa collezione degli amici Ingrid e Willi Kemp di Diisseldorf. La Eremiten Presse pubblica il libro di schizzi e testi di Winfred Gaul "Notizen :und Bilder".

1991. Esce a cura della Concept Verlag di Diisseldorf il primo volume (opere 1949-1961) del Catalogo Generale dei suoi dipinti su tela e carta.

1992. Con un catalogo curato dalle Edizioni Roberto Peccolo di Livorno si apre al Palazzo Martinengo di Brescia la mostra "Frammenti di una Retrospettiva" dove il trentennale lavoro pittorico svolto da Winfred Gaul è sinteticamente riassunto con alcune significative opere. A cura delle stesse Edizioni esce in contemporanea il volumetto "Con amore" contenente un testo di Elisabetta Longari e alcuni testi dell' artista. La Eremiten Presse pubblica il volume di suoi disegni e aforismi sull'arte dal titolo "Die Malerei ist eine eifersüchtige Geliebte" (La pittura è un'amante gelosa).

1993. Esce il secondo volume (opere dal 1962 al 1983) del Catalogo Generale dei suoi dipinti con l'introduzione di Lothar Rornain.

1994. Gli viene assegnato il Premio Lovis Corinth alla carriera e gli viene organizzata una sua mostra alla Kunsthalle di Kaliningrad e alla Ostdeutsche Galerie di Regensburg.

1997. "Das Fruehwerk" (opere degli anni 50/60) è il titolo di un'ampia retrospettiva di lavori dell'epoca informale al Märkisches Museum di Witten. Per problemi inerenti alla sua: salute ed alla vista è costretto ad interrompere momentaneamente il lavoro con la pittura.

1998. Il Kunstverein di Emsteten con "Malerei 1956-1998"; il Von der Heydt-Museum di Wuppertal con "Ohne Rechten Winkel"; la Reichsabtei di Kornelimunster di Aachen con "Grosse Formate"; e la Galerie Marianne Hennemann di Bonn festeggiano, con questo omaggio multiplo, i suoi 70 anni.

1999. Esce per le edizioni DruckVerlag Kettler di Bonen il volume "Winfred Gaul: Recycling 1981-1997".

1999-2000. A cura di Lothar Romnain è in preparazione per le Edizioni Hirmer Verlag di Monaco un' ampia monografia che sarà dedicata ai 50 anni della sua pittura

2001 Galleria Comunale d'arte contemporanea AI Molini, Portogruaro - Fondaco delle Biade, Feltre

Paolo Patelli


Lo spazio tra due mondi, 2000


È difficile pensarlo oggi, che la globalizzazione sembra una cosa se non auspicata, almeno inevitabile, ma negli anni cinquanta, quando ho cominciato a dipingere, il rapporto tra l'essere in Italia e la cultura esterna sembrava conflittuale. Eppure vi era quasi ovvio guardare fuori d'Italia: lo faceva Pavese, lo facevano musicisti e architetti. E d'altronde io ascoltavo musica fatta a New York (il jazz) o musica fatta a Darmstadt, e leggevo poesia inglese. Nei pochissimi artisti visuali attivi in Italia e che condividevano quest'atteggiamento di rifiuto del provincialismo vedevo un lato troppo distruttivo oppure un atavico amore per il formalismo, foriero, questo, di quella deriva verso l'eleganza da arredamento che ci contraddistingue. Per analogia con il jazz e con certa poesia, guardavo allora, pur restando astratto, ad un'organicità un po' vegetale e un po' animista, come in Wols, Gorky, Sam Francis. Per dare un'idea del clima di quegli anni: la prima Biennale che ho visto, nel 1948, aveva dieci astratti tra i 231 pittori italiani. Miracolo incredibile, nel padiglione degli Stati Uniti c'era "Number one "di Pollock! Nel 1950, con inviti fatti da una commissione di artisti, circa 15 astratti e due sale ... di medaglie! Questi gli anni Cinquanta.

Perdurando un mio senso di diversità, di opposizione, di coinvolgimento che mantenesse purezza, negli anni Sessanta mi trovai con pochi altri (Ciussi, Aricò, Dorazio) a fare una pittura vicina alla americana "Rard-edge", con campiture di colore e grandi tele sagomate, a più elementi compositi, che ritenevo sottratta sia all'eleganza putrefatta dell'informale nostrano, che alla pittura 'impegnata' a sinistra (grande fu il danno dei critici marxisti). Ma i miei maestri erano De Kooning, Twombly, Rauschenberg ed io non ero portato a un esercizio solo intellettuale, così ritornai verso il gesto. La pittura si fa con le mani: anche con il cuore, la pancia, la testa, ma le mani sono il tramite primo, il contatto, l'occupazione del mondo. Aumentavano la frustrazione e la rabbia, e nel 1968 feci dei quadri solo neri, nel 1969 non dipinsi per un intero anno. L'Arte Povera mi passava accanto, ma io preferivo la versione U.S.A. di Hesse, Sonnier, Theck, avevo incontrato Matta, Clark, e la loro versione mi pareva più vera, meno elegante. Dell'esperienza poverista, però, mi restò traccia per sempre, poiché c'era qualcosa nel mio passato, nel mio amare gli oggetti e il mondo fisico e naturale, che vi trovava eco. Da molto mi sembra che la pittura da sola non basti, che occorra qualcosa 'di più', anche in termini di spazio (la mia generazione è cresciuta con la religione dello spazio piatto e senza illusioni prospettiche). Ma gli oggetti, i legni, i ferri che allora ed adesso entrano a far parte delle mie opere sono quelli di Beuys, di Kantor, non quelli di Rauschemberg (che pure amo) o di Cornell, né quelli di Pistoletto: i miei hanno a che fare con la memoria e sono colore.

Negli Anni Settanta mi trovai tra i pittori del Fare pittura: mi feci degli amici veri, per la vita, in Aricò, Claudio Olivieri, Verna, ma ancora una volta sfuggivo, non 'appartenevo', di quella stagione in Italia non resta nulla: al Pompidou invece una grande sala per Viallat, Louis Cane & C.
Nella pittura sono rimasto, senza etichette, e continuo a dipingere, ogni giorno, tentando una difficile sintesi di cose non attigue; negli ultimi anni ho finalmente superato la geometria, anche dei supporti, il sogno di una vita. Come diceva Dylan Thomas: "In my craft, or sullen art"(Nel mio lavoro- lui dice artigianato ... - o nell'arte ostinata.

POPE


Curriculum vitae
nasce a Portogruaro (Ve) il 24 luglio 1942
1957-60- Si iscrive al Liceo Artistico di Roma, segue le lezioni del maestro Montanarini.
1961 - si trasferisce a Fano; nelle Marche, dove si iscrive alla Scuola d'Arte, per frequentare, con particolare interesse, le lezioni dello scultore Mannucci
1962- Si diploma maestro d'arte
1964- È studente all'Accademia delle Belle Arti, dove segue i corsi di pittura di Saetti e di Santomaso. Da questi apprende la lavorazione della materia e del colore, in particolare l'uso delle sabbie e delle terre.
1968 -Consegue il diploma di Accademia delle Belle Arti. La sua attività artistica segue dei percorsi precisi che approfondisce fino all'esaurimento delle motivazioni che hanno stimolato tale ricerca. Il suo percorso pittorico può essere diviso in capitoli.
1963-64 MATERICO-INFORMALE - Le grandi tele di questo periodo sono spesso a contenuto politico, vi è una costante presenza di riferimenti sociali, la cui matrice storico-artistica è da ricercarsi in quelle esperienze giovanili romane, soprattutto nate nel sociale. La contestazione, la pittura impegnata e di strada hanno in realtà lasciato una forte traccia. Vengono approfonditi gli strumenti linguistici ed espressivi propri della pittura degli anni sessanta.
1965- 70 STRUTTURE - Importante viaggio a Parigi, dove Pope subisce una forte influenza dei maestri del costruttivismo e dell'optical-art, e tra tutti Vasarely e Malevich. La sua pittura assume una conformazione geometrica, dove i temi del volume e della profondità vengono affrontati mediante il colore e la linea.
1970- 72 PER PURA PITTURA - In questi anni si assiste al temporaneo abbandono della struttura formale, per privilegiare la ricerca dell'effetto cromatico. Il colore e la luce, nelle loro miriadi di codificazioni cromatiche, diventano l'oggetto di indagine. Affiorano ancora, ma in modo decisamente discreto, gli elementi geometrici che hanno fin qui caratterizzato l'opera di Pope.
1972-74 PERCORSI VARIABILI - Approfondisce, dopo essersi confrontato con mostre in diverse città italiane, il tema della superficie nella sua semplicità e nella sua ripetitività. La serialità dei quadri dipinti con la semplicità della linea diagonale, apre la via per una produzione che, inserendosi nell'ambiente circostante, tende all'infinito.
1984-85 PAGINE DI COLORE - Dopo i numerosi contatti con gli ambienti artistici milanesi e con gli esponenti del gruppo Pittura-Pittura, Pope sente la necessità di velare le superfici, fino a farle diventare ricordo, che piano piano sfuma nella mente fino quasi ad azzerarsi, è un momento di ripensamento della pittura. Rompe così con tutto il suo passato e la copertura monocromatica è il presagio di un totale cambiamento del proprio precedere.
1986-88 DIALOGANDO - Se le velature hanno presentato la chiusura di un ciclo, le opere di questi due anni sono una riflessione su se stesso, sulle proprie capacità di artista, ma soprattutto una meditazione sulla propria storia di artista e di pittore.
1989-92 CORPI CROMATICI - Della somma delle esperienze rimangono alcuni temi linguistico- espressivi particolari: la superficie, il colore e la forma. Pope, in quest'ultimo ciclo ritorna alla pura e mediata azione pittorica, vi si legge un rimando all'energia del segno, alla composizione della superficie, alla costruzione, con strumenti spesso diversi come il colore, la materia.
1993-95 BANDE ACROMATICHE - Le opere che caratterizzano quest'ultimo periodo sono un po' la conseguenza del modo di procedere artistico di Pope. Le forme seguono la logica che porta dal complesso al semplice. Molti degli elementi che caratterizzavano le forme, spesso articolate, delle opere precedenti, abbandonano temporaneamente o in parte la tela, per trasformarsi in piccoli ricordi o semplici memorie.
1995- 2001 TEMPO DELLA PITTURA

TOMAS RAJLICH


Senza Titolo, 2000


1940 Nasce a Jankov, Cecoslovacchia. 1954-1958 Studia a Praga al liceo artistico, 1958-1964 Studia all'Accademia di Belle Arti di Praga. Vive e lavora a Den Haag (L'Aia)

MOSTRE PERSONALI
1969 Galerie Mladych, Praag.
1971 Stedelijk Museum, Schiedam - Haags Gemeente Museum, Den Haag.
1972 Galerie Haagse Kunstkring, Den Haag - Galerie Collection d' Art, Amsterdam
1973 Museum Bochum, Bochum
1974 Galerie Yvon Lambert, Parigi - Galerie Seriaal, Amsterdam - Galleria la Bertesca, Genova - Galerie Françoise Lambert, Milano
1975 Groningen Museum, Groningen
1976 Galerie Art & Project, Amsterdam - Stedelijk Museum, Schiedam - Galerie Yvon Lambert, Parigi
1978 Haags Gemeente Museum, Den Haag - Central Museum, Utrecht
1979 Galleria Peccolo, Livorno - Haags Gemeente Museum, Den Haag
1980 Galerie Artline, Den Haag
1982 Galerie Art & Project, Amsterdam
1984, 1985 Galerie Artline, Den Haag
1986 Galerie Minne, Dessel - Galerie Im Winter, Bremen
1987 Galleria Peccolo, Livorno
1988 Studio La città, Verona - HCAK, Den Haag
1990 Galerie Im Winter. Bremen
1991 Galerie Artline, Den Haag
1993 Palazzo Martinengo, Brescia
1994 Centro Santelmo, Salò - Haags Gemeentemuseum, Den Haag
1995 Link, Contemporary Art Company, Den Haag
1996 Galerie Minnen, Antwerpen - Staaliche Kunstalle, Karlsruhe
1997 Galerie Zàmek. Klenovà
1998 Dun Umeni, Brno
2000Galerie Ramakers, Den Haag

MOSTRE COLLETTIVE
1967 IIa Biennale voor Beeldhouwkunst, Olomouc
1968 Klub Kokretistu, Hans Behr, Stuttgart - Sculptue Tjeco-Slovaque, Musee Rodin, Parigi - Biennale des Jeunes Artistes, Bratislawa
1969 Junge Kunstler aus Tschechoslowakei, Berlino - Klub Konkretistu, mostra itinerante; Pavilons Bratislava -
Galerie Mahlerstrasse 13, Wenen - Galleria Numero, Roma - Galerie Pluymen, Nijmegenn
1970 IIa Intern. Tentoonstelling van tekeningen, Rijcka - 66 Grafici, Festival dell'Arte Cecoslovacca - Palazzo dei Principi, Bologna
1971 Werken van Tsjechoslowaakse Grafici 1960- 70 CentraI Museum, Utrecht
1973 Lof der Tekenkunst, van Abbe Museum, Eindhoven
1975 Fundamentele Schilderkunst - Stedelijk Museum, Amsterdam - 8e Biennale de Paris, Musée d'Art Modern de la Ville de Paris, Parigi - Tekenwerk van 10 Nederlandse - Kunstenaars, CIC, Gent Elementarformen - Zeitgenossischer Malerei und Zeitchenkunst in Den Niederlande, mostra itinerante in Germania
1976 "A proposito della pittura" Mostra organizzata dalla Galleria Peccolo Museum v. Bommel van Dam - Venlo. Stedelijk Museum, Schiedam - Museum voor Hedendaagse Kunst, Utrecht - I Colori dalla Pittura, una situazione Europea, Istituto Italo-Latino Americano, Roma.
1977 Trois Villes- Trois Collection d'Avantgarde 1960-76 Musée de Grenoble; Marseille et St. Etienne, Centre Beaubourg, Paris.
1978 Fracture du Monochrome aujourd'hui en Europe. Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi - Bilder ohne Bilder, Rheinisches Landesmuseum, Bonn
1979 Unga Hollandare-Lillevaice Konsthall, Stockolm.
1980 Haagse Ateliers, Haags - Gemeente Museum, Den Haag - 3 Jaar Artline, Recent werk van 12 kunstenaars, Den Haag
1985 Halfmannshof, Gelsenkirchen Galerie Inge Romberg, Borken Westfalen.
1986 Museum de Beyerd, Breda - Het oog op Municipal Museum, The Hague, Den Haag
2001 Galleria Comunale d'arte contemporanea AI Molini, Portogruaro - Fondaco delle Biade, Feltre

Claude Viallat


Senza Titolo, 1999


1966 Galerie A., Nice
1968 Galerie Jean Fournier, Paris - Musée d' Art Moderne, Ceret
1971 Galerie Jean Fournier, Paris
1973 Galerie Jean Fournier, Paris - Galerie Daniel Templon, Milano
1974 Musée d' Art et d'Industrie, Saint-Étienne - Galerie Delta, Bruxelles - Galerie Malabar et Cunégonde, Nice - Maison de la Culture de Rennes
1975 Galerie Jean Fournier, Paris - Galerie Athanor, Marseille
1976 Galerie A 16, Galerie Le Flux, Perpignan - Galerie Pierre Matisse, New York - Palais des Beaux-arts, Bruxelles - Van der Heydt Muséum, Wuppertal - Galerie Daniel Templon, Milano - Galerie CM; Saint-Etienne
1977 Galerie Jean Fournier, Paris - Galerie Sanguine, Collioure
1978 Galerie Arta, Genève - Maison de la Culture, Orléans - Galerie Vega Manette Repriels, Plaine vaux, Belgio -Abbaye de Sénanque, Gordes - Galerie Athanor, Marseille - Musée d' Art et d'Historie, Chambéry
1979 Galerie Wentzel, Hambourg
1980 CAPC, Entrepôts Laine, Bordeaux Galerie Jean Fournier, Paris - Neue Galerie, Aachen
1981 Galerie l'Atelier, Nice - Galerie Kamakura, Tokyo - Galerie Ace. Venice, Ca1ifornia - Galerie Ace. Vancouver
1982 Galerie Wentzel, Köln - Galerie Leo Castelli, New York - Musée National d' Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Paris - Galerie Athanor, Marseille - Musée des Beaux-Arts, Montrea1
1983 Galerie Won, Séoul - Galerie Wentzel, Köln - Fondation Joan Miro, Barcelone - Galerie des Ponchettes. Musée de Nice, - Caia de Ahorros de Valencia - Musée d'Art et d'Industrie, Saint-Étienne.
1984 Galerie Jean Fournier, Paris - Chapelle de la Salamandre, Nîmes - Institut Français d'Ecosse, Edimburgo - Institut Français de Valencia, Spagna - Ecole des Beaux-arts de Limoges
1985 Galerie Jean Fournier, Paris - Galerie Zoographia, Bordeaux - Fondation du Château de Jau, Cases-de-Pène -Galerie Athanor, Marseille.
1986 Galerie Municipale d'exposition, Saint-Priest Galerie Jean Fournier, Paris - Centre Culturel d'Annonay Galerie Kamakura, Tokyo - Musée Archéologique, Cavaillon - Galerie Jacques Girard, Toulouse - Galerie des Arènes, Nîmes - Galerie Athanor, Marseille
1987 Mücsarnok, Budapest - Sara Hilden Taidemuseo, Tampere, Finlandia - Pulchri Studio, Den Haag
1988 Institut Français de Cologne - Galerie Wentzel, Köln , Galerie Won, Séoul - Galerie Jean Fournier, Paris -
XLIII Biennale di Venezia - Centre Culturel du Caire, Egitto - Carré d'Art, Musée d'Art Contemporain de Nîmes
1989 Musée des Oudaas, Rabat, Marocco c Ecole des Beaux-Arts de Quimper - Palais des Congrès, Perpignan - Rencontres d' Art Contemporain, Clermont- Ferrand - Galerie Thérèse Roussel; Perpignan - Musée d' Art Moderne de Céret - Galerie Kamakura, Tokyo - Galerie Wentzel, Köln - "Les Filets de Claude Viallat dans Vienne". Etendard 3, Vienne, Isère.
1990 Centre Culturel de seoul, Corea - Galerie Hyundal, seoul - Galerie Carreton, Nîmes - Galerie Cadaquès, Cadaquès, Spagna Galerie Athisma, Lyon - Eglise Notre-Dame-des-Sab1ons, Aigues-Mortes -Ecole des Beaux-art;s d' Annecy
1991 "Sup. Hors Sur Face.., CRDP de Poitiers Galerie Jean Formier, Paris - Galerie Athanor, Marseille - Galerie Oniris, Rennes - Galerie Won, Séoul - Galerie Wentzel, Köln - Galerie Christine Debras et Yves Bica1, Bruxelles - Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Paris - Centre Culturel Jean Gagnant, Limoges Pinacothèque d'Athènes, Entrepôt du port de Thessalonique, Nicosia
1992 Galerie Artefact, Tel Aviv, Israele - Musee de la culture bédouine, - Khibboutz Lahav, Israele - Galerie Appart, Saint-Étienne - Galerie Itsutsuji, Tokyo - Sagacho Exhibit. Space, Tokyo - Musée national des Beaux-arts d' Ankara
Musée des Beaux-arts de l'Université Mimar Sinan d'Istanbul - Galleria Turchetto-Plurima, Milano - Musée de Montbéliard, Montbéliard Galerie Colt, Nice Château d'Arsac
1993 Musée d'Art Moderne de Céret - Galerie Jean Fournier, Paris - Espace Fortant de France, Sète - Ecole des Beaux-arts du Mans - Centre d'initiatives artistiques de l'Université de Toulouse-Le Mirail Galerie Larock-Granoff, Paris
1994 Galerie Art et Essai, Université de Rennes - Galerie Oniris, Rennes - Galerie du Cloître, Rennes - Ecole Régionale des Beaux-arts de Rennes - ADDC, périgueux - Galerie Hélène Trintignant, Paris - Galerie Thérèse Roussel, Perpignan
Musée Municipal de Clamecy - Villa du Parc. Annemasse - Musée Victor Charreton, Bourgoin- Ja11ieu - Académie Libanaise des Beaux-arts, Beyrouth, Libano - Galerie Itsutsuji, Tokyo - Galerie Won, Séoul
1995 Espace Ecureuil, Toulouse - Muséum Moderne Kunst Stiftung Ludwig, Wien - Galerie Adolf et Christiane Von Ribbentrop, Eltville-am-Rhein - Musée municipal de la Charite-sur-Loire - Musée de Sommières, Sommières Ambassade de France, Tel Aviv, Israele - Galerie Jean Fournier, Paris - Artothèque de Nantes, Nantes
1996 Ecole Nationale Supérieure des Beaux-arts, Paris - Musée de la Cour d'or, Metz Musée-Chateau d' Annecy Ecole des Beaux-arts d' Annecy.
1997 Musée de la Mine, Salle des Pendus, Saint-Étienne - Musée Fabre, Montpellier - Musée de I'Hôtel-dieu, Mantes la jolie Agence Culturelle Tropezienne, Maison Coccoz, Saint-Tropez - Temple de Caussade, Caussade - Galerie Henry Orenga de Gaffory, Patrimonio - Carré d' Art, Musée d'Art Contemporain de Nîmes - Musée Savoisien, Chambéry - Galerie Yahia, Tunisi - Galleria Plurima, Udine
1998 Galerie Daniel Templon, Paris - "Claude Vìallat, la periode de Nice 1964-1967", Château de Villeneuve, Fondation Emile Hugues, Vence - Galerie Lea Gredt, Luxembourg
1999 Galerie Oniris, Rennes - Galleria Plurima, Udine - Institut Français de Casablanca St. Petri Kirche, Lübeck
2000 Galleria Peccolo, Livorno
2001 Galleria Comunale d'arte contemporanea AI Molini, Portogruaro - Fondaco delle Biade, Feltre