COMUNICATO STAMPA

- 9 gennaio 2007

 

Alla luce delle dichiarazioni e delle prese di posizione di diversi esponenti politici ed amministrativi (consiglieri regionali, sindaci, presidente provincia etc), il presidente della Conferenza dei sindaci e sindaco di Portogruaro Antonio Bertoncello ha aperto la seduta della Conferenza stessa dell’8 gennaio ritornando e ripuntualizzando i termini del dibattito sulle problematiche dell’area del Veneto Orientale.

“La Conferenza dei Sindaci- ha detto Bertoncello- è uno strumento previsto dalla legislazione regionale che ha svolto in passato e ancor di più può svolgere in futuro una funzione a favore dello sviluppo strategico, economico e sociale del Veneto Orientale. Ciò al di là di singole prese di posizione che non possono non avere il sapore della pretestuosità e della strumentalità”.

Sull’operato della Conferenza, basta fare riferimento ad alcuni dati ed ad alcuni risultati:

-          il coinvolgimento del territorio è ben rappresentato dalle nove presidenze che dal 1993 ad oggi si sono succedute, presidenze alternate tra territorio portogruarese e sandonatese, così come la mole di attività e la conseguente partecipazione dei Comuni trova concreta dimostrazione nelle 158 sedute della Conferenza. Ciò è tra l’altro indice del grado di riconoscimento politico ed amministrativo della Conferenza, progressivamente aumentato nel corso degli anni.

-          sulla base del programma che l’attuale presidenza si era dato si è provveduto ad un maggior grado di coordinamento tra Conferenza, il Gal e il Patto territoriale; è stato dato avvio all’Intesa Programmatica d’Area e firmato il relativo protocollo d’intesa; non dimentichiamo che l’IPA rappresenta il futuro piano di sviluppo dell’area la maggior strutturazione della Conferenza ha trovato inoltre concretezza anche con l’approvazione del progetto, finanziamento ed affidamento dei lavori della nuova sede, che ospiterà anche il Gal e il Patto Territoriale.

 

“E’ comune percezione che i rapporti ed il confronto tra Conferenza e Regione Veneto avrebbero potuto e dovuto godere di maggiore organicità, continuità e concretezza. E’ per questo che quanto dichiarato dall’Assessore Chisso, rispetto all’esigenza di aprire un tavolo con Regione e Provincia, mi trova concorde. Ciò soprattutto in un’ottica di generale visione del territorio in grado di superare positivamente localismi e frammentazioni. Tutto questo diventa tanto più possibile quanto maggiormente viene attivata una fase di concertazione e confronto sulle progettualità ed i relativi finanziamenti.

Il risultato che tutti auspichiamo di una attenzione sempre maggiore rispetto al territorio passa attraverso proposte e richieste unitarie e non sicuramente attraverso singole, e a volte estemporanee, prese di posizione. Questo deve necessariamente diventare cultura generale del ceto politico del Veneto Orientale”