08.09.05- CONFERENZA STAMPA

 

LA VILLA COMUNALE DI PORTOGRUARO
IN MOSTRA AL MUSEO DELLA CITTA’

 

La Villa Comunale di Portogruaro, uno dei palazzi più conosciuti del centro storico ed armonioso esempio dell’architettura rinascimentale, sarà oggetto di una mostra allestita presso il Museo della Città nella storica Torre di S. Agnese, in via del Rastrello.

 La mostra non pretende di costituire un’indagine esaustiva sull’edificio, tuttavia consente, attraverso del materiale fotografico e dei saggi di approfondimento pubblicati in un catalogo realizzato per l’occasione, di ricostruire la storia del palazzo, di ricordare l’architetto cui è attribuita, le illustri famiglie portogruaresi che ne sono state proprietarie nel corso dei secoli e di leggerne la struttura architettonica in rapporto alla sua collocazione nel tessuto urbano.

 La mostra, curata da Diego Collovini, assessore alla cultura del Comune e referente scientifico del Museo, dall’architetto portogruarese Aldo Scarpa e da Mariangela Flaborea, referente per l’associazione culturale Dimensione Cultura che gestisce la sede museale per conto dell’Amministrazione, verrà inaugurata sabato 10 settembre alle ore 18,30 e rimarrà allestita per un paio di mesi. Un concerto organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia contribuirà a rendere più piacevole la manifestazione.

 L’idea di realizzare una mostra sulla Villa è partita da una domanda che si è posto l’architetto Scarpa e probabilmente altri attenti osservatori che sono transitati sotto alle arcate del porticato: “perché il portico è storto?”

Scarpa, confermando l’attribuzione del palazzo a Guglielmo De Grigi da Alzano, detto il Bergamasco e collocando la sua realizzazione negli anni compresi tra il 1543 e il 1550, giustifica il disassamento della dimora nobiliare in relazione alla sua collocazione rispetto all’asse stradale ed alla sua percezione da parte di coloro che, entrando in città dalle porte di S. Agnese e del Palù, percorrevano via del Seminario fino al ponte di S. Andrea per raggiungere il centro della città.

Scarpa non trascura interessanti riferimenti ad alcuni esempi dell’architettura veneziana del periodo, considerando che il Bergamasco si formò artisticamente nella città lagunare e fu presente in diversi celebri cantieri.

 Il palazzo oggi viene correntemente citato con l’aggettivo che ne sottolinea l’attuale proprietario; qualcuno tuttavia lo chiama ancora “villa Marzotto”, ricordando l’ultima famiglia nobile che abitò nella villa e che la vendette al Comune nel 1973.

Furono i nobili della Frattina a commissionare la dimora al Bergamasco, intorno alla metà del secolo XVI°; a loro succedettero quali proprietari i Grimani, patrizi veneziani, i Villanova da Feltre, i Tasca, che fecero costruire l’Oratorio di S. Ignazio annesso alla villa, i Papafava, i Persico, gli Stucky, proprietari dei celebri mulini alla Giudecca, fino ai Marzotto.

Una visita alla mostra consente di accostarsi a questa importante fabbrica cittadina, citata nella maggior parte delle pubblicazioni relative alla storia della città ma non ancora oggetto di uno studio scientifico.

La manifestazione viene ad inserirsi nell’ambito delle iniziative proposte dal Museo volte a valorizzare e far conoscere questa sede museale ai cittadini, alle scolaresche ed ai turisti.

 Il Museo della Città, con le collezioni permanenti, le animazioni didattiche e le mostre temporanee consente di accostarsi alla storia della città, attraverso documenti, oggetti, opere d’arte, fotografie e pubblicazioni e si propone ai suoi fruitori quale realtà dinamica e propositiva.