Breve storia
Arte, musica e cultura
Università
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Portogruaro è città darte, di musica, di storia. Chiunque metta piede nella città del Lemene si stupisce. Vengono in mente, lì per lì, i mille centri storici di altrettante città italiane che parlano di passato, che vivono un presente a misura duomo con i caffè dove ancora ci si può sedere, con le osterie dove ci si incontra davanti a un buon bicchiere di vino, con la tradizionale passeggiata allora canonica lungo il liston. Eppure a Portogruaro si respira unaria diversa.
Portogruaro, città della Musica, di Luigi Russolo , profeta del futurismo musicale e inventore dell'intonarumori; nacque a palazzo Venanzio, in via Seminario. Qualche metro più in là, sotto il porticato del Collegio Marconi, aveva passeggiato Lorenzo Da Ponte, allora vicerettore del seminario, ordinato prete a Portogruaro nel 1773, illustre librettista di Mozart. Una tradizione musicale che non si è persa, grazie alla Fondazione Musicale Santa Cecilia che ogni anno organizza, da agosto a settembre, il Festival Internazionale di Musica da Camera con sede principale ancora il Collegio Marconi. Passeggiando in quel periodo per le strade cittadine si può sentire da ogni canto provenire le note dei più svariati strumenti che gli allievi dei Corsi Internazionali di Perfezionamento Musicale fanno risuonare. Essi sono centinaia, provenienti da tutto il mondo. Portogruaro è anche Città d'Arte. Da qualche
anno, dopo la ristrutturazione dei vecchi mulini sul Lemene, è stata riaperta la Galleria
Comunale d'Arte Contemporanea Ai Molini, che ospita durante l'anno prestigiose
mostre.
Il POLO UNIVERSITARIO E TECNOLOGICO DI PORTOGRUARO ha sede in via Seminario, 34/a. Per informazioni la segreteria è aperta: dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 17,00 ( tel. 0421 280 140, fax 0421 285 629, e-mail: segreteria.portogruaro@univ.trieste.it) E ancora, Portogruaro luogo letterario, ricordato da Ippolito Nievo ne Le confessioni di un Italiano e ai cui ingegni sottili ha dedicato un sonetto Carlo Goldoni. Ma soprattutto un luogo che affascina: lo dicono scrittori, poeti, pittori che qui passano ... è una città che ha un certo non so che ... E ben difficile far entrare Portogruaro, con la sua gente che sinfila sotto i portici quando piove, col tradizionale mercato del giovedì , nei rigidi schemi di una guida per turisti. Portogruaro - scrive Ippolito Nievo - non era lultima fa quelle città di terraferma nelle quali il tipo della Serenissima dominante era copiato e ricalcato con ogni possibile fedeltà. Le case, grandi spaziose, col triplice finestrone nel mezzo, sallienavano ai due lati delle contrade, in maniera che soltanto lacqua mancava per completare la somiglianza con Venezia. Una piccola Venezia, diversa da Venezia. Chi ci abita o chi lha vista sa bene che Portogruaro e uno di quei posti che meritano non tanto di essere letti quanto piuttosto di essere vissuti, anche se solo di passaggio. |