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Professioni e Mestieri

ProfessioniNumerosi sono le professioni e i mestieri attestati dalle iscrizioni concordiesi:

1. Actor: attività collegata all’agricoltura. Si trattava di schiavi che svolgevano le funzioni di amministratori di fondi rustici.
2. Porcinarius: attività legata all’allevamento di bestiame e al commercio di carni suine.
3. Medicus: più di un’iscrizione fa riferimento a questa professione che nell’antichità era esercitata da schiavi e liberti e pertanto non godeva di grande considerazione.
4. Archiater: compare in epoca più recente in un’iscrizione dal sepolcreto; era il medico municipale, ossia eletto dalla città per curare gratuitamente gli indigeni. Data la provenienza del dato, si può ipotizzare che si trattasse di un medico al seguito delle truppe.
5. Architectus: questa professione trova raffronto anche in epoca moderna.
6. Lascivus: Schiavo allenatore dei murmillones, gladiatori chiamati così per l’immagine di un pesce (murma) raffigurato sul loro casco.
7. Lapidarius: scalpellino, tagliapietra. Dal sepolcreto.
8. Magister: in questo caso si tratta forse di una funzione militare più che di una vera e propria attività civile di maestro e precettore. Dal sepolcreto.
9. Notarum litteris eruditus: probabilmente uno stenografo o meglio uno studente, non ancora professionista, ma addestrato all’uso dei segni stenografici. Dal sepolcreto.
10. Negotiator: unica fonte che attesta un’attività commerciale a Concordia in età tardoantica in connessione ad Orientali di lingua greca, dal sepolcreto.
Risulta attestata la presenza di associazioni (collegia) professionali:

* dei fabbri
* dei centonari: erano artigiani che confezionavano abiti con stoffe poco pregiate o stracci (centones) o coperture per lo spegnimento degli incendi.

Queste corporazioni di artigiani sceglievano il loro patrono tra i magistrati locali o tra i ricchi liberti, avvantaggiandosi dei loro poteri sociali ed economici e il prefetto che rivestiva il ruolo di capo del collegio stesso. La presenza di queste personalità garantiva, in caso di bisogno, che essi si facessero interpreti delle necessità del collegium dinanzi alle autorità locali e centrali. Non si può escludere che col tempo si siano sviluppate forme più tipiche di tutela collettiva di interessi economici quali ad esempio la limitazione della concorrenza o gli approvvigionamenti collettivi per abbassare i prezzi.
Oltre alle singole professioni, è documentata l’appartenenza di alcuni concordiesi a collegi professionali, che nel II sec. d.C. erano vere e proprie organizzazioni con funzioni e scopi economici, che rispondevano alla necessità da parte dello stato di controllare la vita economica collettiva incrementando il proprio potere e il controllo sulla popolazione, guidando e programmando l’economia.

 


 
 

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