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Le Magistrature

MagistratoBenché nulla di scritto esista sulla giurisdizione di Concordia, è comunque possibile conoscere i suoi diversi organi amministrativi e politici attraverso le numerose testimonianze epigrafiche che ci sono giunte.
A capo della città vi erano due magistrati pari per importanza ai consoli a Roma:

- i Duoviri iure dicundo, che avevano il compito di amministrare la giustizia, di convocare le assemblee ed ogni 5 anni di rilevare il censimento (duoviri iure dicundo quinquennales).

Ai due duoviri erano associati due
- Aediles, i quali, anch’essi come gli edili dell’Urbs, si occupavano di funzioni prevalentemente amministrative: dell’annona (cioè dell’approvvigionamento della città), della cura dei templi, delle strade, degli edifici pubblici, degli spettacoli e di altre mansioni minori.
Gli edili erano suddivisi in tre categorie: gli aediles plebis, gli aediles curules, che prendono il nome dal seggio curule ad essi attribuito e gli aediles plebis Ceriales.

Questi quattro magistrati erano assistiti da un consiglio cittadino, chiamato
- Ordo, che, diviso in gruppi di 10 decuriae, aveva funzioni simili a quelle del Senato di Roma.
I suoi membri, detti appunto decuriones, venivano scelti ogni 5 anni tra i cittadini che avessero già esercitato magistrature comunali e che avessero determinati requisiti, tra cui soprattutto i pieni diritti politici, la cittadinanza del luogo ed un’età superiore ai 25 anni.
Come rango, per lo più i decurioni appartenevano agli equites, che occupavano una posizione di centro nella società romana, intermedia tra il patriziato e la plebe.

Per entrare nell’ordo, i futuri decurioni elargivano una certa somma ed avevano diritto, non solo di esprimere il proprio parere nelle adunanze del consiglio stesso, ma anche quello di partecipare a speciali banchetti pubblici e di assistere ai pubblici spettacoli da posti riservati.

A Concordia sono inoltre documentate le cariche di:

Procuratore di Augusto per la tassa del 5% sull’eredità.
Procuratore presso la famiglia gladiatoria Transpadana
Procuratore centenario
Procuratore delle province

La carica di procuratore costituiva uno dei gradini della carriera equestre.
I procuratori, mandati al governo di province secondarie, spesso in luogo di questori, assumevano titoli diversi in base al compito che svolgevano, ad sempio: i procuratores Augusti svolgevano funzioni di carattere finanziario, i procuratores provinciae funzioni amministrative e militari ed i procuratores a censibus funzioni relative del censimento.



Prefetto dell’erario Saturno

Sottoprefetto dell’annona
Prefetti e sottoprefetti, erano equites che, come delegati dell’imperatore, venivano nominati a funzioni militari e civili. Prefetti di grande potere erano: il praefectus praetorio, comandante dei pretoriani, guardia del corpo dell’imperatore; il praefectus annonae, responsabile delle distribuzioni di generi alimentari e ai rifornimenti militari; il praefectus vigilum, comandante dei vigili del fuoco e sovrintendente all’ordine della città nelle ore notturne. Il praefectus urbi era invece un senatore ed era responsabile dell’ordine pubblico a Roma.

Iuridicus provinciae

Iuridici erano magistrati di rango consolare, i quali, messi a capo dei quattro distretti in cui l’Imperatore Adriano divise l’Italia (Transpadana, Etruria e Liguria e Italia centrale - esclusa Roma ed Italia meridionale), avevano il governo amministrativo delle rispettive circoscrizioni.

Praetor con iurisdictio pupillaris
La pretura rappresentava il penultimo gradino, prima del consolato, all’interno della carriera senatoria. I pretori potevano convocare i comizi, proporre leggi, trattare con il senato, sempre però in posizione inferiore rispetto ai consoli. In epoca imperiale potevano ottenere il governo di una provincia e quindi esercitare anche il comando militare. Il pretore con iurisdictio pupillaris si occupava di assegnare agli orfani un tutore.

Questore
La questura rappresentava il primo gradino per la carriera politica e la via per il senato. I questori venivano eletti annualmente dai comizi tributi e si occupavano di compiti di gestione finanziaria. Questa mansione però non veniva sempre considerata un honos, cioè una vera e propria magistratura, ma più spesso un munus, ossia come una delle competenze spettanti ad un magistrato.

Nell’epistola di Frontone, si trova un accenno all’esistenza a Concordia anche della categoria degli

- Apparitores, ossia del personale addetto ai magistrati. Secondo l’autore antico nessuno poteva divenire scriba, segretario cioè dei magistrati, senza avere i requisiti per divenire in seguito anche decurione; risulta, quindi trattarsi non di personale subalterno, ma di un primo gradino per iniziare la carriera municipale.

A Concordia, come nelle altre città romane, oltre agli organismi ufficiali costituiti dai magistrati, esistevano anche:
- i patroni, autorevoli personaggi, che con la loro influenza avevano il compito di facilitare i rapporti fra i governi municipali e quello di Roma;
- un curator rei publicae, vissuto tra la fine del I e l’inizio del II sec. d.C. I curauores, istituiti da Traiano, avevano il compito di controllare le finanze comunali.
- i seviri e gli augustales. Gli augustali, che in origine erano addetti al culto degli imperatori divinizzati, a Concordia sembrano essere tutti liberti, mentre tra i seviri, quattro hanno l’ingenuità dei natali, quindi, se questo non è un caso, è possibile pensare che i seviri fossero in condizione di superiorità rispetto agli augustali. Sia gli uni che gli altri comunque si distinguevano dal resto della cittadinanza per la ricchezza; alcuni di essi infatti sono ricordati per elargizioni compiute per opere pubbliche, giochi e spettacoli.



 
 

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