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Economia

EconomiaL’economia della città e del territorio di Concordia si fondava principalmente sull’agricoltura e sul commercio. I toponimi che si rifanno a fondi agricoli di età romana, il ritrovamento di staia per il grano, di anfore per il vino e di attrezzi agricoli, ed inoltre la documentazione epigrafica dell’esistenza nella zona di piccoli centri agrari (pagi), dimostrano come l’agricoltura fosse elemento fondamentale nel quadro della vita economica del territorio. Gli appezzamenti di terreno da coltivare erano delimitati da linee sull’asse nord-sud dette cardines e linee sull’asse est-ovest dette decumani. Si coltivavano essenzialmente il frumento e la vite; le tecniche piuttosto rudimentali e la lentezza dei mezzi di trasporto furono causa di gravi carestie. Diffuso era anche l’allevamento del bestiame, in particolare suini, ma anche ovini.
Altro fattore determinante nell’economia concordiese erano gli scambi commerciali, favoriti da un’intensa rete stradale e dai numerosi corsi d’acqua navigabili. Caorle fungeva da porto per merci, genti e navi che provenivano anche da luoghi lontani come lo scalo di Alessandria. Tuttavia almeno per I e il II sec. d.C. Concordia non ebbe il medesimo sviluppo di centri come Aquileia che si configurò come un importante polo industriale e commerciale in stretto rapporto con l’Oriente.

EconomiaUn posto importante occupava l’artigianato. I ritrovamenti di corna probabilmente di cervo nell’abitato del quartiere Nord-Ovest testimonia che già dall’epoca protostorica (dal XII-XI sec. a.C. fino al VII sec. a.C.) era diffusa a Concordia la lavorazione del corno, sia per la fabbricazione di strumenti di largo uso come pettini, spilloni, zappe e morsi di cavallo, sia per la produzione di ex-voto a divinità legate al mondo degli animali e della caccia. Inoltre il rinvenimento di numerose fuserole (piccoli pesi per la filatura) e di alcuni modellini di telaio restituiti da ricche sepolture, documentano l’attività di filatura e tessitura, forse connessa al mondo femminile. L’esistenza di fornaci, anche di epoca romana e di cave di argilla sono prova dell’attività di lavorazione della creta, testimoniata dal ritrovamento di lucerne, anfore vinarie, tegole, mattoni e materiale edilizio, elementi questi che fanno supporre la presenza di fabbriche destinate alla produzione in loco. La grande quantità di materiale in metallo (ferro, bronzo, piombo) scoperto tra le rovine del teatro romano spinge gli archeologi ad ipotizzare che vi fossero in città piccole botteghe di fabbri ferrai.

 


 
 

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