Lastra in calcare del Carso di forma parallelepipeda; essa si presenta opistografata, quindi doveva essere inserita in un contesto architettonico che consentiva la visione da entrambi i lati. Nel suo complesso la lastra è lavorata a gradina.
Nel testo epigrafico si commemora il seviro A. Brutius Secundus, probabilmente colliberto di Brutius Tarto citato nell’iscrizione precedente. Egli fece costruire dei marciapiedi tra il muro di cinta della città e un ponte coprendo personalmente una somma pari a cinque sesti dell’intera spesa e figurando lui stesso come architetto di quella sistemazione viaria.
Datazione: fine I sec.- primi decenni del II sec. d.C.
Collocazione: sala 1, navata sinistra, a destra.
Provenienza: Concordia.