
Nel territorio circostante non sono note altre città oltre Concordia; i dati archeologici tuttavia dimostrano l’esistenza di nuclei abitativi già in epoca romana, soprattutto nel I secolo d.C., quando sorsero insediamenti rurali all’interno dell’area centuriata e lungo le grandi vie di comunicazione.
L’agro concordiese era suddiviso in pagi, piccoli centri agricoli, di cui si ha testimonianza in due iscrizioni su cippi, che menzionano rispettivamente il pagus Facanis e il pagus Valentis.
Cinquecento metri a nord di Concordia il confine tra il territorio centuriato e quello endolagunare, presso il quale fu fondata la colonia romana sul preesistente villaggio paleoveneto, era segnato dalla via Annia.
L’area a sud della città fu invece bonificata a partire dai primi anni del I secolo d.C. per essere abitata e quindi coltivata. Le indagini archeologiche dimostrano che, contrariamente alla parte nord, gli insediamenti si concentrarono soprattutto nei pressi di importanti corsi fluviali, navigabili, attualmente non più esistenti, ma individuati dai rilievi geologici.
In epoca tardo antica soltanto alcune località del territorio intorno a Concordia sopravvissero alle invasioni barbariche, che dal 167 d.C. (Quadi e Marcomanni), devastarono progressivamente la zona, determinando lo spopolamento della campagna e la fuga verso la città.