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Il rito funebre presso i romani

RitoAl momento del decesso di un membro della famiglia, era il capo famiglia o chi ne prendeva il posto nel caso di morte del pater familias, ad organizzare lo svolgimento delle funzioni sacrali e del trasporto. Dopo aver chiuso gli occhi al defunto, il capo famiglia ne chiamava il nome a voce alta per tre volte in segno di estremo saluto e per accertare l’avvenuto decesso; si procedeva poi alla preparazione della salma e all’esposizione nell’atrio della casa con i piedi rivolti verso l’uscita. Durante il funerale i parenti seguivano il proprio caro in abiti scuri; le famiglie di ceto elevato portavano in processione le imagines maiorum (maschere di cera prese agli antenati sul letto di morte) e pagavano delle donne (praeficae) perché piangessero ed esprimessero con le loro lamentazioni il dolore di perenti e amici. Dopo il discorso commemorativo la salma veniva accompagnata alla necropoli e qui cremata o sepolta; prima che gli intervenuti se ne andassero, si dava inizio al convito funebre in un luogo non lontano da quello della sepoltura, dove veniva servito un abbondante pasto.
La casa dove era deceduto il familiare doveva essere purificata e quindi dopo nove giorni dall’evento luttuoso si svolgeva un altro banchetto a cui si prendeva parte in abiti bianchi e da quel momento si concludeva il periodo di lutto.