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Divertimenti

GiochiPochi sono i dati che consentono di ricostruire come si divertissero gli abitanti di Concordia:

il lascito per disposizione testamentaria di M. Acutius Noetus per l’organizzazione di giochi e di banchetti pubblici,
l’esistenza di un doctor, allenatore dei Murmillones, un gruppo speciale di gladiatori,
la nomina di P. Cominius Clemens a procuratore della compagnia del gladiatori che erano reclutati e addestrati nella regione Transpadana, allo scopo di fornire combattenti per gli spettacoli a Roma.
il ritrovamento del teatro.
Sembra evidente dunque che di consuetudine si svolgessero ludi gladiatori e scenici.
Ludi Gladiatori
Gli spettacoli di gladiatori erano conosciuti nel mondo romano già da epoca molto antica, forse introdotti ad imitazione di costumi etruschi. Si svolgevano nel Foro ed in seguito in anfiteatri; a Concordia non si ha notizia dell’esistenza di un anfiteatro, per cui gli studiosi ipotizzano lo svolgimento dei ludi o nel foro o direttamente nel teatro, forse in scala ridotta.
I gladiatori per i combattimenti venivano reclutati tra i prigionieri di guerra con la promessa della libertà al vincitore o tra i condannati alla pena capitale; quando, in seguito alla diffusione di questi spettacoli, crebbe il numero dei combattenti, furono ammessi come gladiatori anche schiavi, fisicamente prestanti e si istituirono delle vere e proprie scuole che trasformarono un’attività occasionale in un mestiere. In età imperiale esistevano collegia professionali di gladiatori e tra loro varie specialità (es. Murmillones ); essi venivano remunerati con alti stipendi, premi e cibo abbondante come la sagina, mistura altamente nutriente ed energetica.

GladiatoriI gladiatori si presentavano alla folla vestiti soltanto di un paio di calzoncini cortissimi di pelle, ma armati di elmi con alti cimieri, con calotte spesso lavorate a sbalzo, con larghe falde per parare i colpi inflitti e con una celata sul viso a coprire il volto. Le armi erano lance e pugnali con impugnature di osso o di avorio, gli scudi, di forma tonda o allungata, erano riccamente decorati. Il combattimento si svolgeva a coppie o a squadre; chi aveva organizzato lo spettacolo poteva decidere della vita o della morte dei combattenti che venivano disarmati; il pubblico contribuiva alla decisione agitando fazzoletti in segno di pietà verso di loro o volgendo il pollice della mano verso il basso, qualora li volesse morti. Con l’andare del tempo divennero usuali combattimenti più cruenti che prevedevano obbligatoriamente la morte del gladiatore che lottava disarmato contro l’altro.

Ludi LUDI SCAENICI - Il teatro romano
Prima dell’istituzione di forme teatrali letterarie e regolari si diffuse e continuò ad affiancare il teatro vero e proprio un genere "popolare" chiamato atellana. Questi spettacoli, paragonabili alla commedia dell’arte, non richiedevano una struttura professionale: gli attori recitavano improvvisando, "a soggetto", su canovacci piuttosto rudimentali con maschere e personaggi fissi . Le trame erano ricche di equivoci, incidenti, liti e le battute si ispiravano allo spirito degli antichi versi fescennini, componimenti orali improvvisati aventi carattere di comicità.
Tra la seconda metà del III sec. a.C. (il 240 a.C. è l’anno della prima rappresentazione teatrale) e la fine del II sec. a.C. (età dei Gracchi) il teatro romano conosce un momento di straordinaria fioritura. In origine i principali generi teatrali furono importati dalla Grecia:

la palliata, commedia di ambiente greco; gli attori indossavano un abito tipicamente greco, il pallium.
la cothurnata, tragedia di ambientazione greca; gli attori portavano i coturni, altissimi calzari tipici degli attori tragici greci.
Si trattava essenzialmente di traduzioni o riadattamenti di testi originali greci precedenti o contemporanei; ben presto tuttavia si svilupparono forme corrispondenti tipicamente romane:

la togata , commedia di ambiente romano, dal termine toga che contraddistingue l’abbigliamento dei Romani,
la praetexta, tragedia di ambientazione romana; la toga praetexta era la toga, caratterizzata da una striscia di porpora, che indossavano i magistrati romani.
Le ricorrenze per la rappresentazione dei ludi scaenici erano legate alla celebrazione delle pubbliche feste religiose in onore di altrettante divinità.
L’onere finanziario spettava allo stato nella persona dei magistrati responsabili dell’organizzazione.
Gli attori, solo uomini, recitavano in versi, usavano maschere ed interpretavano tipi di personaggi fissi che si ritrovano più o meno in ogni commedia: il parassita, lo schiavo, il giovane innamorato, la cortigiana, la matrona.
Dopo la morte dei più famosi autori di palliate, Plauto e Terenzio (metà del II sec. a.C. circa), il teatro comico alla greca conobbe un lento, ma graduale declino; già nel corso del I sec. a.C. la palliata era sentita come un genere arcaico, mentre la togata non ebbe mai un grosso successo di massa. La medesima sorte toccò anche al teatro tragico romano fino alla prima età imperiale, essenzialmente per tre motivi:

ludila tragedia storica ( praetexta ) non destava molto interesse nel pubblico che in larga parte era attratto dagli spettacoli che si tanevano nell’anfiteatro e nel circo,
buona parte degli spettatori aveva scarsa padronanza della lingua latina, data l’eterogeneità etnica e culturale della massa urbana,
la gente colta preferiva le rappresentazioni direttamente in lingua greca.
Rimase invece in voga l’atellana che nella prima metà del I sec. a.C. offrì al pubblico testi scritti più elaborati, senza tuttavia mantenere il medesimo successo in età imperiale.
Nell’età di Cesare fu sempre più richiesto un altro genere di spettacolo, il mimo.
Nato come forma teatrale popolare che imitava scene di vita quotidiana, riscosse molto successo anche grazie al tono "veristico" in netta opposizione con gli spettacoli teatrali tradizionali. Gli attori, anche donne, recitavano senza maschera e senza calzature rialzate su canovacci semplici che prevedevano parti improvvisate e cantate, amori boccacceschi ed un finale a sorpresa. In età imperiale il mimo si evolse in forme sempre più lontane dalla commedia simili al balletto e alla recitazione muta.
Nel I sec. d.C. conobbe un enorme successo la pantomima, rappresentazione teatrale di carattere drammatico, introdotta a Roma sotto Augusto, in cui un attore cantava il testo del libretto (fabula saltica) accompagnato dalla musica ed un altro attore mimava a gesti il racconto. Soltanto questo genere popolare riuscì a sostenere la concorrenza dei grandi allestimenti circensi. In questo stesso periodo si assiste al tentativo da parte dell’élite senatoria di recuperare il tradizionale teatro tragico in una forma destinata ad un pubblico colto, ma estremamente ristretto, a minoranze di raffinati o di persone che ostentavano la loro raffinatezza.
Solo la metà del IV sec. d.C. segnò il ritorno ad una produzione teatrale estremamente mutata nelle forme, nei contenuti e nella fruizione da parte del pubblico. Il testo dell’opera era destinato alla lettura o alle rappresentazioni private durante i banchetti, scritto non più in versi, bensì in prosa.

LudiLUDI CIRCENSES
Nel mondo romano lo spettacolo più antico era quello del circo, inteso come corse di veicoli guidati da due o più cavalli, simili a quelle che si tenevano durante le Olimpiadi o a Delfi in Grecia. In origine dovevano avere significato religioso, propiziatorio, diretto ad ottenere il favore delle divinità. Durante il periodo repubblicano prendevano parte alle gare bighe, trighe e quadrighe; durante l’impero aumentò ulteriormente il numero dei cavalli e la difficoltà delle prestazioni degli aurighi, ai quali erano tributati grandi onori, la palma onoraria e una somma di denaro o, qualora si trattasse di uno schiavo, la manomissione.

VenationesVENATIONES
È lo spettacolo che maggiormente appassionò il popolo romano. Consisteva in una lotta di animali tra loro o con uomini armati o, più spesso, con condannati a morte che venivano mandati nell’arena inermi a morire sotto i colpi di bestie feroci. Dopo la seconda guerra punica (202a.C. battaglia di Zama) furono introdotti anche animali esotici importati dall’Africa come leoni, coccodrilli ed elefanti. Le fiere erano tenute in gabbie sotto all’anfiteatro e catapultate nell’arena attraverso botole da meccanismi di contrappesi ancorati alle gabbie così da ottenere sia l’aspetto coreografico di numerosi animali che contemporaneamente balzavano nell’arena, sia l’aggressività delle bestie che, spaventate, si dimostravano più aggressive e combattive.