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Altri argomenti

ScaviAl di là di motivazioni di interesse antiquario o estetico, che sono prevalse fino al secolo scorso, la moderna ricerca archeologica si propone di ricostruire la storia politica, sociale, economica e culturale delle civiltà passate attraverso diversi metodi di indagine e con la collaborazione di altre discipline.
I reperti archeologici devono essere studiati in tutte le loro componenti: tipologia, struttura, decorazione, materiale, etc., e sempre in connessione con il luogo di rinvenimento.
L’ubicazione e la provenienza di un oggetto sono infatti notizie di indiscutibile importanza e la ricerca sul territorio deve tenere conto di numerosi elementi, quali, ad esempio, la posizione di un antico insediamento (presso un fiume, in zona pianeggiante, lungo una importante strada), la toponomastica (studiando i toponimi è infatti possibile rintracciare significative continuità dall’epoca antica a quella moderna), e l’esistenza di vecchie carte topografiche e catastali.

Le indagini sul terreno hanno avuto negli ultimi anni, un notevole sviluppo quantitativo (numerose sono infatti le aree archeologiche ormai note) e specialmente, qualitativo, grazie alle moderne metodologie di ricerca, che prevedono:

Un attento lavoro di documentazione e di ricerca storica d’archivio, per ritrovare eventuali fonti, notizie storiche e tradizioni locali;
un’indagine esplorativa dell’area da scavare condotta, non solo da archeologi, ma anche da geologi, architetti, disegnatori e fotografi, attraverso la lettura di fotografie aeree e l’analisi dei ‘carotaggi’ (termine che indica i prelievi di terra fatti in profondità per conoscere in anticipo l’estensione e la profondità dello scavo);
un intenso e sistematico lavoro pratico sul terreno per il recupero dei materiali;
lo studio, la catalogazione ed il restauro dei reperti ritrovati. Lo scavo, che costituisce quindi solamente il terzo momento della ricerca archeologica, viene oggi eseguito seguendo il procedimento stratigrafico. Tale metodo, creato dalle scienze naturali (geologia e paleontologia) per ricostruire attraverso gli strati geologici diluviali e alluvionali la storia della terra nelle epoche geologiche, venne inizialmente applicato all’archeologia protostorica e solo in seguito all’archeologia classica. Esso, attraverso un’indagine che stabilisce la sequenza cronologica degli strati del terreno formatisi in momenti diversi della vita dell’uomo e per mezzo dell’analisi dei reperti rinvenuti nei diversi strati, qualora non vi siano state modificazioni dovute a cause naturali o ad eventi umani, permette di ricostruire cronologicamente la storia di un insediamento dalle sue origini.