Russolo nell’Arte dei Rumori scrisse: “Bisognava rompere questo cerchio ristretto di suoni pieni e conquistare la varietà infinita dei suoni - rumori”.
Russolo nel 1913 inventò gli intonarumori, macchine musicali in grado di modulare un rumore, strumenti che rivoluzionarono la tecnica musicale e che riproducevano la grande varietà di suoni della città e delle macchine della vita moderna.
Un grande appuntamento con l’arte è stata la Mostra allestita presso la Galleria Comunale d’arte Ai Molini “Dai Salteri agli intonarumori di Luigi Russolo” e che ha aperto la rassegna W Russolo, dedicata dalla Città di Portoguraro all’artista futurista nel sessantesimo dalla morte.
Oltre 2 mila presenze alla mostra, dove sono stati per la prima volta esposti dodici intonarumori ricostruiti, attraverso le fotografie, i documenti e i brevetti, dal prof. Pietro Verardo, esperto in musica e storia della musica futurista.
Gli intonarumori rappresentarono per la prima volta la possibilità di sintetizzare un rumore e furono precursori di tutto ciò che è stato fatto in seguito soprattutto per quanto riguarda le tecniche di registrazione e montaggio ed i primi sistemi di sintesi elettronica del suono.
Il Russolo inventore progetto e realizzò una ventina di diversi intonarumori divisi per timbro, proprio come in orchestra. Le famiglie furono nomenclate in maniera inequivocabile: gorgogliatori, crepitatori, urlatori, scoppiatori , ronzatori, stropicciatori, sibillatori, scrosciatori.
Una spinta creativa davvero incontenibile portò Russolo a realizzare altri strumenti quali il rumorarmonio capace di produrre 7 rumori diversi in 12 gradazioni e l’arco enarmonico.
Luigi Russolo iniziò una intensa attività concertistica con gli intonarumori a Modena, Milano,Genova, Londra, Dublino, fino a Parigi.
Gli intonarumori andarono tutti distrutti nei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Inizia nel 1977 la ricostruzione degli intonarumori di Luigi Russolo ad opera di Pietro Verardo che concretizza le indicazioni contenute nel brevetto n° 142066 depositato l’11 gennaio 1914 all’ufficio brevetti di Milano.
Wladimiro Dorigo nel 1977, allora direttore dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia, volle riportare in uso per la Mostra “Russolo/L’arte dei rumori 1913-1931” gli strumenti musicali futuristi perduti.
A seguito delle prove positive nel 1977 furono realizzati quattro intonarumori per la mostra del 15 ottobre 1977: crepitatore, gracidatore, ululatore, ronzatore-gorgogliatore strumenti poi usati in quei giorni anche in un concerto di musiche futuriste nelle sale della Mostra.
Negli anni successivi al 1977 centinaia furono le richieste di prestiti dei quattro degli intonarumori alla Biennale di Venezia da Musei ed Esposizioni di tutto il mondo.
Nel 2002 Pietro Verardo sulla scorta di nuova documentazione riprese la costruzione di modelli mancanti, ripromettendosi nel futuro la realizzazione delle famiglie complete.
Nel 60° anniversario della morte, l’Amministrazione Comunale ha presentato la produzione futurista dell’autore e sono state eseguite composizioni musicali relative agli intonarumori. In tale occasione è stato realizzato un catalogo consultabile presso la Biblioteca Comunale.