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Intervento del Sindaco Antonio Bertoncello

MARMANDE 26 LUGLIO 2009
RINNOVO DEL PATTO DI GEMELLAGGIO
INTERVENTO DEL SINDACO DI PORTOGRUARO
ANTONIO BERTONCELLO

Signor Sindaco di Marmande.
Signor Sindaco di Ejea de los Caballeros.
Signor Sindaco di Chinquetti.
Cari amici di Marmande, di Ejea, e di Portogruaro.

E’ per me un grande onore e piacere personale essere qui oggi, a Marmande, per rappresentare la Città di Portogruaro e sottoscrivere una conferma del patto di gemellaggio tra le nostre Città.

Siamo venuti qui animati da quello spirito di amicizia che ormai da molti anni contraddistingue le nostre Città, e che da alcuni anni vede coinvolta anche la Comunità di Chinquetti, in Mauritania, qui rappresentata dal suo Sindaco.

Ringrazio particolarmente l’amico Gouzes per aver voluto, così come a Portogruaro nel 2007 quale ospite il Sindaco Amarah, per rafforzare quei legami di cooperazione che ci uniscono e che spero si possano sviluppare sempre di più.

Parlare di cooperazione significa, oggi più di ieri, parlare di solidarietà.

Solidarietà significa aiuto, ma anche comprensione, tolleranza, integrazione, fiducia negli altri.

Queste parole hanno maggior significato se collegate ai fenomeni che caratterizzano la nostra società.

Uno di questi, l’immigrazione, è un fenomeno sociale che possiamo considerare, in questo momento, epocale.

Oggi l’Italia e molti altri Paesi Europei sono diventati meta di cittadini che nei loro Paesi d’origine, molto spesso martoriati dalla fame, da calamità naturali, da guerre più o meno sconosciute, non trovano di che vivere per se stessi e per le loro famiglie.

Nella nostra Nazione, che come molti altri Paesi dell’Occidente soffre le conseguenze di questa crisi globale, sempre più spesso si levano le voci di coloro che vedono nello straniero una minaccia per la loro sicurezza, un attentato al loro benessere.

Corriamo il rischio di rinchiuderci in noi stessi, nella vana difesa di una identità nazionale che, in un mondo globalizzato, a volte non sappiamo quale sia.

C’è bisogno invece di nuovi comportamenti, c’è bisogno di incontro, di un dialogo profondo tra tutte le persone.

Nessun Paese può affrontare da solo problemi importanti e generali come l’immigrazione, la crisi economico-finanziaria che stiamo ancora vivendo, la salvaguardia dell’ambiente, la tutela dei diritti umani.
Per tutto questo c’è bisogno di una forte politica di cooperazione internazionale. C’è bisogno di unità tra i popoli, tra le genti.

C’è un grande bisogno di conoscenza, di rispetto reciproco, di responsabilità.

In tutte le culture, la natura umana risponde a leggi morali, a leggi etiche, universali.
Nella cooperazione internazionale c’è un valore universale di base: la ricerca del bene comune, di uno sviluppo comunitario sostenibile e globale.

In un mondo, che sembra essere sempre più assente e distratto rispetto ai valori fondamentali dell’uomo, la cooperazione deve diventare ricerca, costruzione di tante città e comunità per un autentico sviluppo dell’uomo e delle persone.

La cooperazione, la solidarietà rappresentano quindi un modo per sconfiggere l’individualismo e l’indifferenza.

Costruire insieme, anche in termini ideali, le nuove città per l’uomo significa superare le paure, significa trarre benefici dalle diversità, ma anche offrire una maggiore democrazia, una maggiore e più vera libertà.

Credo che i gemellaggi e i rapporti di reciproca conoscenza, amicizia, rispetto tra i cittadini di diversa estrazione geografica e culturale, possano essere uno strumento per costruire una società nella quale popoli diversi si sappiano integrare ed armonizzare.

Proprio per questo, da decenni le nostre Città si sono impegnate nel gemellaggio che ci unisce.

Per questo anche quest’anno siamo qui a Marmande, Città a cui ci lega una lunga amicizia, ma anche il rapporto con tanti discendenti dei nostri concittadini, di gente della nostra terra, che qui era immigrata, che qui ha trovato accoglienza, che qui si è pienamente integrata.

Vogliamo quindi ricercare il bene comune, vogliamo continuare a credere e ad operare concretamente per raggiungere le finalità vere, il cuore di questo gemellaggio, che ci rende più legati all’Europa delle genti.

Permettetemi infine di accennare ad un tema che abbiamo iniziato ad affrontare insieme, quello dell’acqua, che lo scorso anno abbiamo visto portato all’attenzione del mondo intero con l’Expo di Saragozza, ed al quale anche la città di Marmande ha voluto dedicare quest’anno il gemellaggio.

Lo scorso mese di novembre, in occasione della Fiera di S. Andrea, abbiamo festeggiato a Portogruaro i cent’anni del nostro acquedotto.

In quell’occasione, assieme agli amici di Marmande e di Ejea de los Caballeros, abbiamo sottoscritto una Carta d’intenti nella quale ci impegnavamo ad attuare misure concrete, ad adottare stili di vita più consapevoli, ad assumere impegni precisi nei confronti di popolazioni meno fortunate.

Malgrado le difficoltà economiche che attraversiamo, non possiamo dimenticare gli impegni assunti, per cui d’accordo con i colleghi Sindaci delle città gemellate ci impegniamo a ricercare tutte le soluzioni che ci permettano di onorare le promesse.

Gemellaggio, quindi, come occasione d’incontro e di amicizia, ma anche come strumento per strutturare e gestire progetti comuni in nome di una consapevolezza, quella di appartenere ad una grande, unica Comunità che ha, tra gli altri, il dovere di farsi carico delle problematiche che hanno assunto le caratteristiche della globalità, che tutti devono riguardare perché tutti coinvolgono.

Un augurio sincero quindi, anche in questo senso, alle nostre Città per un futuro di arricchimento reciproco e di consolidamento dei rapporti di amicizia.

Viva Marmande, viva Ejea de Los Caballeros, viva Chinquetti.

 


 
 

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